(AGENPARL) - Roma, 2 Giugno 2026 - 80^ ANNIVERSARIO FONDAZIONE REPUBBLICA ITALIANA
IL DISCORSO DELL'ASSESSORA PALONE
Di seguito, il discorso integrale dell'assessora Carla Palone :
"Signor Prefetto, autorità civili e militari, cittadine, cittadini,
a nome della Città di Bari e dell'amministrazione comunale, che ho l'onore di rappresentare, vi porgo il saluto della nostra Città.
Lo faccio a nome del sindaco Vito Leccese, impegnato a Roma nella parata dei sindaci italiani per la cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Oggi siamo qui per celebrare gli 80 anni della nostra Repubblica ed è per me un grande onore poter rappresentare l'intera città di Bari.
Il 2 giugno 1946 gli italiani scelsero di diventare cittadini non più sudditi, lasciandosi alle spalle la lunga e tragica dittatura fascista e gli orrori della Seconda guerra mondiale, per aprire una nuova stagione di libertà, democrazia e partecipazione.
Un cammino iniziato, qui a Bari, due anni prima, nel nostro Teatro Piccinni, con il Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale del gennaio 1944, durante il quale si iniziò a immaginare un'Italia finalmente libera: un Paese fondato sulla democrazia, sull'uguaglianza, sul rispetto della persona e dei diritti di ciascuno.
Mi piace pensare che proprio lì sia stato piantato uno dei primi semi della nostra Repubblica, il futuro stava entrando nella storia mentre si stava facendo.
Da quel momento storico, il vento della rinascita iniziò a soffiare dal Sud verso il resto del Paese. Fu un vento di libertà che attraversò l'Italia intera, accompagnandola verso la liberazione dall'oppressione nazifascista e verso quel voto del 2 giugno 1946, il primo grande voto della nuova Italia democratica.
Come donna e come rappresentante delle istituzioni, sento oggi il dovere di ricordare che, quel giorno, alle italiane fu finalmente riconosciuto il diritto di scegliere, di partecipare, di votare. Una conquista storica, che ha cambiato per sempre il volto del nostro Paese.
Per questo abbiamo il dovere di custodire e difendere il diritto di voto, che non rappresenta soltanto la libera espressione delle proprie idee, ma anche uno dei fondamenti della dignità e dell'esercizio della cittadinanza democratica.
Furono poi le 21 Madri Costituenti a imprimere nella nostra Costituzione il grande messaggio universale di uguaglianza e rispetto che ancora oggi ne rappresenta l'anima più profonda. Donne diverse per storia, cultura e appartenenza politica, ma unite dalla volontà di costruire un'Italia più giusta, moderna e democratica, nella quale il ruolo delle donne trovasse finalmente pieno riconoscimento nella vita civile e istituzionale del Paese.

