(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - Il D.Lgs. 81/2026 segna una svolta nella tutela della fauna e degli ecosistemi italiani, introducendo un sistema sanzionatorio molto più severo per contrastare comportamenti che minacciano la biodiversità. Il decreto prevede aggravanti specifiche per i danni arrecati agli habitat naturali, riconoscendo il valore ecologico delle aree protette e la necessità di difenderle da attività distruttive o negligenti.
Accanto a questo, il provvedimento introduce nuovi reati per l’introduzione e la diffusione di specie aliene invasive, una delle principali cause di perdita di biodiversità secondo la normativa europea (Regolamento UE 1143/2014). L’obiettivo è colpire non solo l’immissione volontaria, ma anche la gestione irresponsabile di specie che possono alterare gli equilibri ecologici.
Il decreto rafforza inoltre le norme contro il bracconaggio, ampliando il perimetro delle condotte punibili e irrigidendo le sanzioni. È un intervento che si inserisce nella linea politica del MASAF e del ministro Francesco Lollobrigida, che negli ultimi mesi ha più volte richiamato la necessità di proteggere fauna selvatica e habitat, anche in coerenza con gli impegni europei sulla biodiversità e con la Direttiva MASAF 2026 dedicata alla tutela degli animali e alla gestione sostenibile del territorio.
Nel complesso, il D.Lgs. 81/2026 non si limita a riformare il sistema dei reati ambientali: rappresenta un tassello della strategia nazionale per rafforzare la legalità, difendere gli ecosistemi e garantire una gestione più responsabile delle risorse naturali.