
(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2026 - Shehbaz Sharif (Crediti: Creative Commons Attribution 2.0)
Il Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) cambia marcia. Dopo anni dedicati esclusivamente alle infrastrutture di base e al superamento del deficit energetico, Islamabad sposta il focus della collaborazione con Pechino verso l’industrializzazione avanzata.
A confermarlo è il ministro pakistano per la Pianificazione e lo Sviluppo, Ahsan Iqbal, in una recente dichiarazione che traccia la rotta della “Fase II” del progetto. Il piano è ambizioso: trasformare il Pakistan in un hub produttivo regionale entro il 2035, superando la logica di semplice corridoio di transito.
I pilastri del nuovo corso:
- Industrializzazione e Export: Il trasferimento di tecnologia e la creazione di zone economiche speciali diventano le priorità per attirare investimenti e generare posti di lavoro.
- Gwadar come cuore logistico: Il porto non è più solo una struttura marittima, ma un nodo centrale per la logistica che serve l’Asia Centrale, l’Iran e il Golfo. La semplificazione delle pratiche doganali e la riduzione delle tasse portuali sono già in fase di attuazione.
- Modernizzazione agricola e digitale: L’integrazione economica passerà attraverso il potenziamento dell’agro-industria e della connettività digitale, settori chiave per la modernizzazione del sistema-paese.
Il ministro Iqbal ha ribadito che il rafforzamento del legame con Pechino — definito una “partnership testata dal tempo” — non è diretto contro altre potenze, ma risponde alla necessità di una stabilità regionale capace di trasformare la posizione geografica del Pakistan in una leva di forza geoeconomica.
La recente visita del Primo Ministro Shehbaz Sharif in Cina ha dato il via libera a questa nuova fase, che punta tutto su formazione professionale, estrazione mineraria e manifattura avanzata per dare respiro a un’economia in cerca di un nuovo slancio strutturale.
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