(AGENPARL) - Roma, 25 Maggio 2026 - “Oggi in IV commissione abbiamo audito le associazioni di categoria AIOP e ARIS e quello che è emerso è uno scenario sconfortante: lavoratrici e lavoratori di un settore che eroga servizi essenziali ai cittadini piemontesi aspettano ancora il rinnovo di un contratto fermo da anni, per colpa di inadempienze che vengono da lontano e che coinvolgono sia il governo nazionale che la Regione Piemonte” dichiarano Gianna Pentenero, Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale, e Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte.
“Nel 2020 era stato raggiunto un accordo chiaro: l’onere del rinnovo contrattuale, pari a circa 300 milioni di euro complessivi a livello nazionale, sarebbe stato ripartito al 50% tra governo e operatori privati. Al governo spettavano quindi 150 milioni, dei quali circa 10 destinati al Piemonte, in linea con la quota dell’8% che la nostra regione rappresenta sul totale nazionale. Un impegno preciso, sottoscritto. Mai onorato. La Regione Piemonte, va detto, aveva fatto un passo nella direzione giusta: nel secondo semestre del 2021 aveva anticipato di tasca propria la quota di competenza governativa per quel periodo, circa 4 milioni di euro. Un gesto di responsabilità verso le imprese e i lavoratori del settore. Ma dopo quell’anticipo, di fronte alla perdurante inerzia di Roma, anche la Regione si è fermata, lasciando tutto in sospeso” proseguono gli esponenti dem.
“Parliamo di circa 9-10 milioni di euro all’anno per il Piemonte: risorse contenute, quasi simboliche, se si considera che la nostra regione investe ogni anno centinaia di milioni nel sistema sanitario. Eppure non si riesce a trovare la volontà politica per sbloccarle e riconoscere ai lavoratori della sanità privata convenzionata quanto è loro dovuto” precisano Pentenero e Valle.
“Prendiamo atto che, per il 2026, il governo si è impegnato a riconoscere, entro l’estate, un aumento lineare del 4% per tutto il settore, con la prospettiva di aumenti selettivi su alcuni servizi nel 2027. È un segnale, ma arriva dopo cinque anni di attesa. Vigileremo affinché stavolta gli impegni vengano rispettati, e chiediamo alla Regione Piemonte di tornare a fare la propria parte, senza aspettare che sia Roma a muoversi per prima” concludono i Consiglieri regionali Pd.