(AGENPARL) - Roma, 25 Maggio 2026 - Aumenta la preoccupazione per la crescita dei prezzi, alla luce della poco lungimirante e prematura riduzione del taglio dell’accisa sul diesel operata dal Governo.
Ci si aspetterebbe che si smontassero gli argini passata la piena e non, invece, quando gli effetti della crisi sono all’apice ed è prevedibile, come dichiarano più fronti, che peggiorino ulteriormente in caso il conflitto non termini a breve.
Una visione miope, che mostra ancora una volta la disattenzione nei confronti delle famiglie e dei cittadini, che saranno esposti ai rincari su piu fronti.
È di pochi giorni fa la stima diffusa dall’O.NF. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori sulle ricadute a cui le famiglie dovranno fare fronte a causa delle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, pari a 1225,90 euro annui (per carburanti, gas, energia elettrica, prezzi dei prodotti alimentari per la cura della casa, trasporti), e ora aggravate di circa ulteriori 84,60 euro annui a causa della maggiorazione del prezzo del gasolio con la precoce marcia indietro sul taglio dell’accisa.
L’Istat, qualche giorno dopo, ha confermato e reso ancora più forti le ragioni della nostra preoccupazione, riferendo come l’inflazione, a marzo, abbia già iniziato a risentire del caro-conflitto (energetici +9,2% e alimentari non lavorati +5,9%), con un rialzo del tasso in termini tendenziali del +2,7%. Ed è solo l’inizio, come purtroppo tutti i dati confermano.
Di fronte a questa situazione il Governo attende risposte confidando nell’UE, in una alquanto improbabile deroga al patto di stabilità per intervenire in ambito energetico. Quello che colpisce, in tale frangente, è l’intollerabile e alquanto sconfortante fatalismo con cui si approccia a una situazione che, potenzialmente, rischia di assumere tratti drammatici. Il momento di intervenire è ora, basta volerlo: i fondi per definire bonus adeguati e per proseguire il taglio delle accise (non in forma spot, ma avviando una riforma strutturale che scorpori, come prima cosa, l’applicazione dell’IVA da queste ultime), possono essere reperiti in altri modi, a partire dalla tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche (e non solo), da una lotta più determinata all’evasione fiscale e da un aumento della tassazione sulle grandi transazioni finanziarie.