(AGENPARL) - Roma, 23 Maggio 2026 - Il sondaggio Gallup certifica il crollo della fiducia dei consumatori ai minimi dal 2022. La crisi energetica e le tensioni a Hormuz non sono più solo temi geopolitici, ma un peso insostenibile per le famiglie americane

Stazioni di servizio USA: la crisi energetica pesa sui consumatori americani. (Foto: M. van den Heuvel/Unsplash)
Dopo le analisi dei giorni scorsi, che già evidenziavano le prime crepe nel consenso interno statunitense, oggi arrivano i numeri a confermare la gravità del momento. Il sondaggio Gallup pubblicato questo venerdì non lascia spazio a dubbi: la fiducia economica è crollata a -45 punti.
Il nesso tra politica estera ed economia domestica
Ciò che emerge è una chiara correlazione tra la linea adottata dall’amministrazione e la tenuta del portafoglio dei cittadini americani. Il blocco o la minaccia di crisi nello Stretto di Hormuz non è più un evento lontano, ma un fattore che sta gonfiando direttamente i costi alla pompa di benzina e nei carrelli della spesa.
Mentre il dibattito politico si concentra sulle dinamiche militari, la realtà dei numeri ci dice che:
- Il 76% degli americani percepisce un peggioramento delle condizioni economiche.
- Il record negativo di fiducia dal 2022 segnala che l’inflazione e le pressioni sulle risorse non sono percepite come un fenomeno temporaneo.
La realtà elettorale non perdona: quando la politica estera si trasforma in un aumento del costo della vita, l’opinione pubblica sposta il baricentro del consenso. La “malafede” denunciata da Araghchi a livello diplomatico trova, paradossalmente, un riflesso speculare nel malumore del cittadino americano comune, sempre più distante dalle priorità di Washington.