(AGENPARL) - Roma, 22 Maggio 2026 - «Trieste e Monfalcone confermano una centralità strategica che non riguarda soltanto il Friuli Venezia Giulia, ma l’intero sistema economico nazionale. Porti, energia, logistica e industria vanno letti come parti di un unico ecosistema: se funziona questo asse, cresce la competitività del territorio e si rafforza la posizione dell’Italia nel cuore dell’Alto Adriatico». Lo dichiara il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze e Segretario regionale di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia, Sandra Savino.
«La riforma nazionale dei porti – prosegue Savino – su cui ora è chiamato a lavorare il Parlamento, deve tenere insieme due esigenze: una visione strategica nazionale più forte e la salvaguardia dell’autonomia operativa degli scali. Per il Friuli Venezia Giulia questo punto è decisivo. La capacità gestionale maturata dal sistema portuale regionale è un patrimonio che va difeso e valorizzato».
«In questa prospettiva – aggiunge – il Molo VIII rappresenta uno dei passaggi più rilevanti per lo sviluppo futuro del porto di Trieste e per il rafforzamento dell’intero sistema logistico regionale. È un’infrastruttura che si inserisce nella stessa traiettoria: più capacità, più intermodalità, più connessione tra porto, ferrovia, industria ed energia. In questo quadro, anche il ruolo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli resta centrale, a maggior ragione con la nuova Direzione regionale ADM, che rappresenta un presidio fondamentale per accompagnare la crescita dei traffici, garantire efficienza nei controlli, semplificazione delle procedure e sicurezza delle movimentazioni commerciali».
«Allo stesso tempo, il percorso avviato a Monfalcone sul fronte energetico, insieme al ritorno di importanti traffici crocieristici a Trieste, conferma che il nostro territorio può attrarre investimenti, lavoro e nuove opportunità. Energia di transizione, infrastrutture portuali, collegamenti logistici e filiere industriali devono procedere nella stessa direzione».
«La sfida – conclude Savino – è trasformare questa centralità geografica in centralità economica e produttiva. Del resto, in Friuli Venezia Giulia non abbiamo mai chiesto rendite di posizione, ma strumenti adeguati per competere: autonomia gestionale, investimenti, semplificazione e una piena integrazione tra mare, ferro, energia, impresa e amministrazione doganale».