(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2026 - Dall’Acquario di Genova la 7a tappa della 10ª Edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile
Giovannini: “Il limite planetario sull’acidificazione degli oceani è stato superato: una spia rossa lampeggiante. È quindi urgente colmare i ritardi sulla Strategia marina, un passo indispensabile anche per l’alto valore economico che il mare riveste per il Paese”
Danovaro: “Il restauro ecologico non è un costo: è l’investimento più redditizio che possiamo fare, ogni euro investito genera un ritorno fino a venti volte superiore.”
Il Mediterraneo è in crisi. Oltre il 30% delle praterie di Posidonia oceanica è già scomparso, foreste macroalgali e banchi di ostriche hanno perso fino all’80% della loro estensione. In Italia solo l’11,6% delle acque è area marina protetta e il 62% degli stock ittici risulta sovrasfruttato: un quadro che la Commissione europea ha già giudicato “inadeguato”. Invertire questa rotta è un dovere ambientale, ma anche una scelta strategica: il contrasto alla crisi climatica e la difesa del mare sono le fondamenta stesse di una blue economy rigenerativa, competitiva e duratura.
A disegnare lo scenario e richiamare l’urgenza di misure immediate sono intervenuti oggi a Genova esperti, biologi e rappresentanti del mondo delle imprese e delle istituzioni, nella cornice della tappa ligure della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, in corso nel mese di maggio con 1200 sul territorio nazionale organizzate dalla società civile.
La giornata di lavori svoltasi all’Acquario, luogo storico della città ligure simbolo per la valorizzazione dell’ambiente marino, organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS ETS) in collaborazione con Costa Edutainment e la tutorship di Iren e A Buon Rendere, è stata aperta dalla giornalista Rai conduttrice di Linea Blu, Donatella Bianchi: in apertura un commosso ricordo rivolto a Monica Montefalcone, biologa marina e docente di Ecologia all’Università di Genova, scomparsa proprio in questi giorni insieme al suo team durante una spedizione di ricerca e studio alle Maldive. Poi Tiziana Beghin, Assessora al Commercio e Artigianato, Turismo, Marketing Territoriale del Comune di Genova e Beppe Costa, Presidente e AD di Costa Edutainment, che ha introdotto il tema del dibattito, sottolineando come la sfida della blue economy rigenerativa passi prima di tutto da una nuova consapevolezza del valore del mare.
Senza mezzi termini l’intervento di Enrico Giovannini,“Occorre dare seguito alla modifica avvenuta nel 2022 della nostra Costituzione che agli articoli 9 e 41 ha previsto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni. Peccato che ad oggi non sia previsto nessun investimento per l’attuazione della Nature Restauration Law europea che ha fissato un un obiettivo preciso: ripristinare almeno il 20% degli habitat degradati entro il 2030. Un obbligo che il Paese non può permettersi di ignorare, anche sul piano economico”.
Nel suo keynote speech, Telmo Pievani, Professore ordinario di Filosofia delle Scienze Biologiche all’Università di Padova, ha ripercorso i più recenti tentativi di riconoscere diritti e personalità giuridica agli ecosistemi, in particolare fiumi e lagune, non per antropomorfismo, ma per allargare il concetto di contratto naturale e cercare nuove alleanze tra la scienza, le comunità locali e i popoli nativi.
Il quadro tracciato dagli esperti ha richiamato l’attenzione su dati inequivocabili.
“La biodiversità marina è un’infrastruttura viva, protegge le coste, sostiene la pesca e il turismo, assorbe carbonio. – ha dichiarato Roberto Danovaro, Professore di Ecologia e Sostenibilità Ambientale all’Università Politecnica delle Marche – Passare da un’economia estrattiva a una blue economy rigenerativa significa produrre valore ricostruendo gli ecosistemi da cui dipende il nostro futuro. Il restauro ecologico non è un costo: è l’investimento più redditizio che possiamo fare, ogni euro investito genera un ritorno fino a venti volte superiore.”
Nel corso dell’evento, l’ASviS ha presentato in anteprima una serie di pillole video, realizzate in collaborazione con la campagna “A buon rendere”, dal titolo “Loop, il valore che ritorna”. Ogni anno in Italia 8 miliardi di imballaggi per bevande sfuggono al riciclo, dispersi nell’ambiente o smaltiti in inceneritori e discariche con costi a carico delle comunità.L’obiettivo sarà quello di spiegare, attraverso esempi concreti e oggetti della vita quotidiana, cosa succede davvero alla plastica e all’alluminio dopo l’uso, mostrando quanto incidono sia i comportamenti individuali sia il modo in cui gli oggetti stessi vengono progettati.
Le riflessioni conclusive, utili a tracciare la rotta per le future politiche di settore, sono state delineate da Nello Musumeci (Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare) con un video messaggio e da Enrico Giovannini che ha concluso: “Il Rapporto ASviS 2025 ha certificato i forti ritardi nella tutela dei nostri ecosistemi marini. Il limite planetario sull’acidificazione degli oceani è stato superato: una spia rossa lampeggiante. È quindi urgente colmare i ritardi sulla Strategia marina, un passo indispensabile anche per l’alto valore economico che il mare riveste per il Paese”.
Il dibattito ha attraversato tutta la filiera del mare — dalla biodiversità dei fondali alla logistica portuale, dall’energia offshore alla responsabilità delle imprese sul territorio — con un filo comune: tutela ambientale e sviluppo economico non sono in contraddizione, ma si alimentano a vicenda.
A inquadrare le sfide logistiche e di governance è stato Giovanni Cannata (Rettore di Universitas Mercatorum): “Il mare è un sistema: 232 mila imprese, 1,8 mln di occupati, filiere che vanno dalla cantieristica al turismo, alle aree marine protette. La Strategia Mediterranea ci chiede governance integrata; l’UE richiede competenze multidisciplinari e innovative. La formazione universitaria digitale è la leva per una blue economy davvero sostenibile”.
Sinergia ripresa dal mondo delle imprese navali e infrastrutturali: Stefania Lallai (Vice President Sustainability, MSC Cargo) ha spiegato: “La blue economy rappresenta una prospettiva sempre più rilevante per coniugare competitività, innovazione e tutela del capitale naturale. Da quì nasce il nostro impegno su due fronti: da un lato, la riduzione degli impatti generati dalle nostre attività operative e l’attuazione di un piano di efficientamento energetico, dall’altro il supporto alla tutela e alla conservazione degli ecosistemi marini”.
Nel panel “Nature First”, dedicato alla difesa e rigenerazione della natura, Daniela Picco (Fondazione MSC) ha affermato: “Proteggere il mare significa proteggere il nostro futuro. Per farlo serve un approccio sistemico e partnership solide tra ricerca scientifica, università, imprese responsabili, istituzioni, società civile e terzo settore: alleanze capaci di trasformare consapevolezza ambientale in azioni condivise e impatto duraturo”. Dello stesso avviso Marco Fiandra (Technical Lead in Treedom): “Oggi difendere la natura significa proteggere la nostra economia. Ripristinare gli ecosistemi costieri è fondamentale contro la crisi climatica: garantisce resilienza alle filiere produttive e trasforma le comunità locali nelle vere custodi del territorio e della biodiversità”.
Sull’integrazione tra dati, ricerca e sostenibilità è intervenuta Emanuela Clementi (Division Director Regional Ocean Forecasting Systems del CMCC): “Al CMCC grazie a sistemi previsionali e di real analisi marine, simuliamo correnti, temperatura, salinità, livello del mare, integrando modelli numerici e dati osservativi. Questi strumenti supportano la comprensione dei cambiamenti climatici, la tutela degli ecosistemi, le attività della blue economy, favorendo una gestione sostenibile del mare”.
Silvia Lavorano, Curatrice generale Costa Edutainment: “Gli acquari hanno subito un’evoluzione storica: da luoghi principalmente ludici ed espositivi a centri di educazione e negli ultimi tempi sempre più centri attivi di ricerca scientifica, conservazione e sostenibilità ambientale. In questo lavoro, è fondamentale la rete di collaborazioni che si è creata non più come un tempo solo fra acquari, ma ora anche con università, centri di ricerca e istituzioni locali, regionali e nazionali. Il benessere animale ovviamente rimane il punto di partenza ed il fulcro di tutte le attività dalla gestione delle vasche alla ricerca.”
Simona Bondanza, Sustainability Manager Costa Edutainment ha aggiunto: “Scegliere la sostenibilità come direzione strategica significa tenere insieme aspetti ambientali, sociali, culturali, economici e di governance. Questo si traduce in percorsi — educativi, scientifici, di conservazione — costruiti attorno a un’idea precisa: che l’esperienza vissuta in un Acquario possa essere davvero trasformativa. Si tratta di creare le condizioni perché qualcosa cambi dall’interno e possa generare comportamenti e impatti positivi sulle persone e sull’ambiente”.
Un senso di responsabilità condiviso anche da Ilaria Potito (Responsabile ESG Impact Management & Projects di Fibercop): “La capillarità dell’infrastruttura digitale di FiberCop ci rende consapevoli della nostra responsabilità verso gli ecosistemi e i territori attraversati. Abbiamo scelto di valutare il nostro impatto sulla biodiversità per conoscere e gestire le interazioni con l’ambiente in modo sempre più responsabile, guardando alle future generazioni”.
Infine, calando l’impegno sui territori, Andrea Mantero (Direttore Soci e Consumatori di Coop Liguria) ha annunciato una nuova iniziativa congiunta: “Coop Liguria che pone la tutela ambientale tra i valori principali della propria missione, rinnova la collaborazione con ASviS, riconoscendone il valore strategico. In questa cornice di obiettivi comuni, presentiamo il progetto Foresta Blu: un’iniziativa dedicata alla tutela e al ripristino delle praterie di Posidonia oceanica, polmone silenzioso e vitale del nostro ecosistema marino”.
Nel corso dell’evento, sempre sui temi della sostenibilità, si è esibita la Banda Osiris.










ASviS e il Festival: una storia che dura dieci anni. Il Programma delle iniziative dell’Alleanza
Nata il 3 febbraio 2016, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) promuove la diffusione della cultura della sostenibilità in Italia, coinvolgendo istituzioni, imprese e società civile sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030. L’Alleanza lavora per orientare modelli di produzione e consumo, analizzare opportunità e sfide per il Paese e contribuire alla definizione e monitoraggio delle politiche per il raggiungimento degli SDGs.
L’ASviS, come Ente del Terzo Settore, riunisce oggi oltre 300 organizzazioni e più di mille esperti ed esperte attivi nei Gruppi di lavoro tematici e trasversali. Ne fanno parte istituzioni, associazioni della società civile, enti territoriali, università, centri di ricerca, fondazioni e reti nazionali e internazionali impegnate sullo sviluppo sostenibile.
I numeri del Festival. Il Festival dello Sviluppo Sostenibile racconta dieci anni di crescita e partecipazione con oltre 7.700 eventi, più di 300 iniziative in cinque continenti, oltre 480 milioni di impression e più di 10 milioni di visualizzazioni in streaming, confermandosi un punto di riferimento per il dibattito pubblico sulla sostenibilità.
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