(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - "La scelta del governo Meloni di chiedere alla Commissione europea una deroga al nuovo Patto di stabilità per finanziare interventi contro il caro energia rappresenta un passaggio politico rilevante. Certifica implicitamente un dato che l'esecutivo ha a lungo negato: il costo dell'energia è oggi il principale fattore di vulnerabilità economica e industriale del Paese. Ma dopo oltre tre anni di governo Meloni è evidente che non esiste una strategia strutturale per ridurre il costo dell'energia in Italia. La richiesta di flessibilità europea rischia così di trasformarsi nell'ennesimo strumento emergenziale utile a finanziare misure temporanee, senza intervenire sulle cause profonde della crisi energetica italiana".
"La lettera inviata a Bruxelles – aggiunge – segna anche un altro elemento politico importante: il riconoscimento che la governance economica europea, così come ridisegnata dal nuovo Patto di stabilità, rischia di comprimere gli spazi di investimento necessari per la transizione energetica e industriale. Questo tema è reale. Ma proprio per questo richiederebbe una posizione coerente e credibile da parte dell'Italia. Non si può chiedere flessibilità europea per l'energia e contemporaneamente continuare a rallentare le rinnovabili, accumulare ritardi autorizzativi, prorogare il carbone fino al 2038 e depotenziare strumenti come Transizione 5.0. La contraddizione è tutta qui. Da un lato, il governo rivendica la necessità di proteggere imprese e famiglie dagli shock energetici; dall'altro – conclude – continua a sostenere un modello che mantiene il sistema italiano strutturalmente dipendente dal gas e quindi esposto alla volatilità geopolitica internazionale".
Roma, 19 maggio 2026