(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2026 - Nota Stampa 16 Mag. 2026
ROMA – <Oggi La Stampa pubblica i dati Istat sulla natalità: 355mila nati nel 2025, tasso di fecondità a 1,14 figli per donna, il minimo storico. Nel 2080 saremo 45 milioni di abitanti. Contemporaneamente l'inflazione è salita al 2,7%, massimo da settembre 2023, e il debito pubblico ha raggiunto il nuovo record di 3.158 miliardi di euro. Meloni dice di preoccuparsi per i giovani che emigrano e per la natalità. Ma oltre alla preoccupazione e agli annunci bisognerebbe avere un piano e metterlo in pratica, cosa che in questi quattro anni di governo ha dimostrato di non saper fare. I cosiddetti Stati Generali della natalità, la ministra per la famiglia; l’annunciata "rivoluzione culturale" sulla genitorialità sono state solo bandierine e titoli di giornale. Perché poi i dati parlano forte e chiaro. I giovani italiani entrano nel mondo del lavoro più tardi, con contratti precari, salari bassi e affitti insostenibili. L'inflazione erode quel poco che guadagnano. Il welfare per le famiglie è del tutto insufficiente. Gli asili nido mancano e nel PNRR hanno tagliato, il tempo pieno a scuola arretra. Il congedo paritario non lo vogliono introdurre. Un bonus da mille euro per ogni nato non è una politica demografica. È un cerotto su una frattura. I Paesi che hanno invertito il calo della natalità come Francia, Svezia e Danimarca lo hanno fatto con decenni di investimenti strutturali in servizi, welfare, parità salariale e conciliazione tra lavoro e famiglia. I dati di oggi certificano il fallimento: il minimo storico di nascite raggiunto sotto il governo che più di tutti ha detto di voler pensare alla famiglia. Chissà a quale famiglia hanno pensato, sicuramente non alle famiglie italiane>, così in una nota la Vicepresidente M5S Vittoria Baldino.