(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2026 - La tavola rotonda ha visto l'assessore confrontarsi sulla sanità territoriale e dei servizi per la terza età insieme a un parterre di relatori di rilievo nazionale, tra cui Mons. Vincenzo Paglia presidente della Pontificia Accademia per la Vita e il viceministro Maria Teresa Bellucci.
"La trasformazione demografica e il progressivo invecchiamento della popolazione non sono semplici dati statistici, ma impongono una profonda revisione culturale e strutturale dei nostri modelli di assistenza. In Basilicata la difesa della dignità degli anziani, specialmente se fragili e non autosufficienti, si traduce nell'impegno di passare da un sistema ospedale centrico ad una sanità diffusa, integrata e radicata nelle comunità". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, intervenendo a Matera in occasione del 2° seminario di Cittadinanzattiva, organizzato da Pasquale Andrisani, dal titolo "La dignità non ha età".
La tavola rotonda ha visto l'assessore confrontarsi sul tema della sanità territoriale e dei servizi per la terza età insieme a un parterre di relatori di rilievo nazionale, tra cui Mons. Vincenzo Paglia presidente della Pontificia Accademia per la Vita e il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci.
Nel suo intervento, l'assessore Latronico ha tracciato le linee guida della strategia regionale, fondata su risposte flessibili, personalizzate e focalizzate sul domicilio come primario luogo di cura.
L'assessore ha poi rimarcato l'importanza dei Piani Assistenziali Individualizzati e del coordinamento stretto tra Aziende Sanitarie, Comuni e Terzo Settore per una gestione efficace delle patologie croniche. Accanto ai servizi tradizionali come le Rsa e i centri diurni, la Regione guarda con favore a nuovi modelli assistenziali, tra cui il cohousing per anziani e le reti locali di welfare comunitario.
"Garantire servizi capillari e accessibili – ha concluso Latronico – significa permettere ai nostri anziani non solo di vivere più a lungo, ma di vivere meglio, mantenendo la propria autonomia e le proprie relazioni sociali nei luoghi in cui hanno sempre vissuto".
