(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2026 - Dal vertice dei ministri degli Esteri dei BRICS, la Repubblica Islamica dell’Iran lancia un nuovo monito globale. Il capo della diplomazia di Teheran, Abbas Araqchi, ha accusato apertamente il governo di Benjamin Netanyahu di manovrare per innescare un nuovo conflitto su vasta scala in tutta la regione.
L’asse con Pretoria
A margine della seconda giornata del vertice a Nuova Delhi, Araqchi ha incontrato l’omologo sudafricano Ronald Lamola. Un faccia a faccia non casuale: l’Iran ha espresso forte apprezzamento per la “posizione costruttiva” del Sudafrica, storico alleato nel denunciare le azioni israeliane presso le corti internazionali.
Il retroscena sulla “Guerra dei 40 giorni”
Araqchi è tornato a parlare del recente scontro diretto con Israele e Stati Uniti, definendolo una “guerra d’aggressione” durata 40 giorni. Secondo il ministro:
- Obiettivi falliti: L’obiettivo della “resa incondizionata” dell’Iran non sarebbe stato raggiunto.
- Cessate il fuoco: Teheran sostiene che l’avversario sia stato costretto a chiedere una tregua già dalla seconda settimana di ostilità.
L’allarme per l’economia globale
La risposta del Sudafrica ha spostato il piano sulla stabilità mondiale. Il ministro Lamola ha sottolineato come l’instabilità in Medio Oriente stia già colpendo duramente i mercati globali, con ripercussioni critiche in Africa su:
- Forniture energetiche;
- Prezzi dei fertilizzanti;
- Beni di prima necessità.
Per Teheran, il rischio di una “nuova guerra” non è solo una minaccia militare, ma un pericolo per l’architettura diplomatica e commerciale che i paesi BRICS stanno tentando di consolidare.
