(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2026 - Buongiorno a tutti.
Vorrei iniziare il mio intervento con un ringraziamento vero, non formale, alla Regione Emilia-Romagna e ad APT Servizi.
La Regione e APT hanno creduto fin dall’inizio nella possibilità di portare Routes Europe a Rimini, uno degli appuntamenti più importanti al mondo per l’industria del trasporto aereo: quella che qualcuno definisce la “Champions League” del settore. Non era una candidatura scontata. Era una sfida ambiziosa, perché significava proporre Rimini non solo come grande destinazione turistica, ma come luogo credibile per ospitare il confronto internazionale sulle rotte e sulla connettività aerea.
Il mio ringraziamento va soprattutto all’immenso lavoro fatto negli ultimi mesi: un lavoro portato avanti con intensità, passione e competenza per organizzare un evento unico, di rilevanza mondiale, capace di posizionare Rimini, quest’anno, nell’ambito degli eventi Routes, accanto a città e destinazioni internazionali come Rio de Janeiro, Xi’an e Francoforte.
Questo è un passaggio che non dobbiamo dare per scontato, perché porta Rimini dentro l’arena internazionale dell’aviazione commerciale. Routes non è un evento fieristico ordinario: è il luogo in cui aeroporti e compagnie aeree trasformano mercati, dati e relazioni in nuove rotte e nuova connettività.
Questo risultato dimostra cosa accade quando visione istituzionale e capacità organizzativa procedono nella stessa direzione.
Desidero poi rivolgere un ringraziamento sentito a tutti gli stakeholder che, fin dall’inizio, hanno partecipato in squadra al percorso di candidatura e aggiudicazione dell’evento: il Comune di Rimini, la Repubblica di San Marino, il Gruppo IEG e tutti i soggetti istituzionali e territoriali che hanno creduto che questa fosse una partita da giocare insieme.
Perché questo risultato non appartiene a un solo soggetto.
Appartiene a un sistema.
E un ringraziamento particolarmente importante va a Steven Small e a Informa Markets.
Steven, che in questi mesi è diventato un amico dell’aeroporto e del nostro territorio, ha creduto fin dall’inizio in Rimini. Ha visto qui non solo una città turistica, ma una piattaforma territoriale, una destinazione internazionale e un aeroporto con una nuova ambizione.
Per noi questa fiducia è molto importante.
E oggi dobbiamo essere consapevoli della responsabilità che questa fiducia porta con sé.
Routes Europe rappresenta per Rimini e per l’Emilia-Romagna un’occasione unica.
Per tre giorni, aeroporti primari europei e internazionali verranno qui, a Rimini, per sviluppare i loro incontri con le principali compagnie aeree mondiali.
Non verranno semplicemente a visitare una destinazione: verranno a lavorare, negoziare e decidere dove e come sviluppare nuove rotte.
Questo è il punto centrale: Rimini non sarà solo il luogo che ospita l’evento. Rimini sarà il luogo in cui l’industria aviation farà business.
E per una destinazione come la nostra, questo ha un valore enorme.
Da giovedì prossimo, nessuna compagnia internazionale, nessun aeroporto, nessun operatore del settore potrà più dire di non conoscere Rimini, la forza della nostra destinazione e il potenziale della Riviera Romagnola.
Questa è la grande opportunità che Routes Europe offre al nostro territorio.
Con Routes Europe a Rimini, l’intera nostra narrazione cambia scala.
Per anni siamo stati noi ad andare nel mondo per raccontare Rimini, la Riviera, San Marino, la Fiera, il nostro aeroporto, il nostro potenziale.
Questa volta accade qualcosa di diverso: sarà il mondo dell’aviazione a venire qui, a Rimini.
Un conto è presentare una destinazione su una slide. Un altro conto è farla vivere.
Routes Europe consente all’industria aviation internazionale di vedere direttamente ciò che raccontiamo da anni: la forza della destinazione, la profondità del mercato e la possibilità concreta di costruire nuova connettività.
Ma questa visibilità, da sola, non basta.
Un evento mondiale apre una porta, ma poi quella porta va attraversata.
E per attraversarla serve che tutto il territorio faccia la propria parte, perché le compagnie aeree non scelgono solo una pista: scelgono un mercato, una destinazione, una reputazione, una capacità di fare sistema.
È questo che dobbiamo dimostrare nei prossimi giorni.
Questa occasione va sfruttata al massimo. Da tutti.
Perché qui non parliamo solo di un evento.
Parliamo di un passaggio strategico per Rimini e per l’Emilia-Romagna.
Una Regione forte, esportatrice, turistica, produttiva e internazionale come l’Emilia-Romagna non può pensare la propria connettività futura su un solo pilastro. Ha bisogno di più porte di accesso. Ha bisogno di un sistema aeroportuale più equilibrato. Ha bisogno di infrastrutture capaci di accompagnare la crescita dei territori.
E il Fellini può svolgere esattamente questo ruolo.
Il Fellini è la porta naturale della Riviera Romagnola: l’aeroporto di riferimento di una delle piattaforme turistiche più importanti d’Europa e l’infrastruttura che può dare alla Romagna una connettività più coerente con la sua forza economica.
La nostra ambizione è chiara: fare del Federico Fellini il secondo pilastro aeroportuale della Regione Emilia-Romagna.
Non più uno scalo confinato alla dimensione delle centinaia di migliaia di passeggeri, ma un aeroporto che deve progressivamente misurarsi con una scala nuova: quella del milione e, nel tempo, dei milioni di passeggeri.
Questa non è una dichiarazione retorica.
È una traiettoria industriale.
E oggi, grazie a Routes, grazie alla Regione, grazie ad APT Servizi, grazie a Steven Small e a Informa Markets, stiamo mettendo il primo mattone di questo nuovo pilastro.
Un mattone non simbolico.
Un mattone concreto.
Perché da qui passeranno incontri reali con le compagnie.
Da qui passerà una nuova percezione dello scalo.
Da qui passerà il riposizionamento internazionale della destinazione.
Da qui passerà la possibilità di trasformare interesse in programmazione, relazioni in opportunità, opportunità in collegamenti.
In questi giorni la destinazione non sarà semplicemente osservata.
Sarà valutata dalle compagnie aeree, dagli aeroporti e dagli operatori del settore: come mercato, come destinazione, come sistema territoriale e come infrastruttura aeroportuale.
E noi dobbiamo essere pronti a dimostrare che Rimini, la Romagna e il Fellini hanno tutte le condizioni per crescere insieme.
Abbiamo un territorio con una forza turistica straordinaria, una Fiera e un sistema congressuale di livello internazionale.
Abbiamo San Marino, che dà allo scalo una dimensione e un’identità uniche.
Abbiamo una Regione che sta investendo su una visione più integrata del sistema aeroportuale e logistico.
Abbiamo un aeroporto con capacità infrastrutturale disponibile, una pista importante e un Master Plan con una traiettoria di sviluppo molto ambiziosa.
E solo pochi giorni fa abbiamo presentato il progetto per trasformare il Federico Fellini in uno degli aeroporti più moderni d’Italia.
Un progetto importante, con orizzonte di piena realizzazione al 2033, ma già avviato concretamente, con un impegno di risorse che nei prossimi mesi, anche attraverso l’abbattimento imminente del Coronado, raggiungerà progressivamente circa 400 mila euro.
Questo significa che non stiamo parlando solo di visione.
Stiamo parlando di lavoro, di investimenti reali, di atti concreti.
Noi non dobbiamo inventare Rimini e la Romagna.
Esistono già: come destinazione turistica, brand internazionale, piattaforma fieristica e congressuale, territorio produttivo e mercato.
Quello che dobbiamo fare, insieme, è trasformare questa forza territoriale in connettività aerea stabile, riconoscibile e sostenibile.
Per riuscirci servono tre condizioni.
La prima è la credibilità verso le compagnie aeree.
Routes ce la dà, perché porta qui i decision maker e ci consente di mostrare, direttamente dentro casa nostra, il mercato che vogliamo servire.
La seconda è la squadra territoriale.
Nessun aeroporto cresce da solo. Cresce se la destinazione, il turismo, la Fiera, le istituzioni e gli operatori lavorano insieme e si presentano uniti.
La terza è la continuità strategica.
Routes non deve essere un evento che inizia e finisce in tre giorni. Deve essere l’inizio di una fase nuova: un acceleratore commerciale, reputazionale e industriale.
Il nostro compito, come aeroporto, sarà trasformare questi tre giorni in relazioni durature.
In incontri che continuano.
In dossier che si aprono.
In opportunità che diventano collegamenti.
Perché il vero successo di questi tre giorni non si misurerà solo durante l’evento.
Si misurerà nei mesi successivi: nella capacità di convertire interesse in programmazione, nella capacità del territorio di sostenere nuove rotte, nella capacità della destinazione di restare nella mente delle compagnie come mercato credibile, destinazione forte e aeroporto pronto a crescere.
Routes Europe arriva quindi nel momento giusto: mentre Rimini costruisce una nuova fase, la Regione ragiona sul proprio sistema aeroportuale e logistico, e la Riviera deve trasformare la propria forza turistica in maggiore connettività internazionale.
Per questo dico che questo appuntamento non è solo un evento.
È un passaggio di posizionamento.
È il momento in cui Rimini entra fisicamente nel circuito internazionale dell’aviation industry.
È il momento in cui l’aeroporto Federico Fellini può iniziare a essere percepito come una porta strategica della Regione.
Ed è anche il momento in cui il territorio deve dire a sé stesso una cosa molto semplice:
se vogliamo davvero che il Fellini diventi il secondo pilastro aeroportuale dell’Emilia-Romagna, dobbiamo comportarci come un sistema.
Perché un pilastro non si costruisce con una sola pietra.
Si costruisce con una visione condivisa.
Con investimenti.
Con relazioni.
Con continuità.
Con credibilità.
Con lavoro.
Da oggi non possiamo più permetterci di ragionare in piccolo.
Routes Europe a Rimini è il primo mattone.
Ma da questo primo mattone dobbiamo costruire una traiettoria.
Una traiettoria che renda la Riviera più accessibile.
La Romagna più connessa.
L’Emilia-Romagna più competitiva.
E il Federico Fellini diventi davvero una porta aeroportuale e un asset strategico della Regione e della Riviera Romagnola.
Grazie.
