(AGENPARL) - Roma, 12 Maggio 2026 - silenzio
"A Taranto, tre giorni fa, un uomo di 35 anni è stato ucciso all'alba in
di ragazzini tutti italiani, alle 5.30 del mattino. Bakary era un
bracciante e stava andando al lavoro nei campi, come ogni mattina, quando
lo hanno accerchiato e accoltellato più volte per futili motivi. La sua
morte non fa notizia. Anzi, inizialmente la ricostruzione di alcuni
giornali parlava di un regolamento di conti tra stranieri. Chi conosceva
Bakary a Taranto lo ricorda come una persona gentile e perbene, un
lavoratore.
Il clima di odio contro il diverso, contro l'immigrato, porta alla
violenza. Ma ora dobbiamo ricordare Bakary Sako, morto alle 5.30 del
mattino mentre andava al lavoro, ucciso senza un motivo, se non perché
nero. La sua morte non ha generato reazioni da parte della politica, che è
rimasta in un indecente silenzio. Se fosse stato un bianco a essere ucciso
da una banda di stranieri, cosa sarebbe accaduto? La risposta la conosciamo.
Alla sua famiglia le nostre affettuose condoglianze".
