(AGENPARL) - Roma, 30 Aprile 2026 - DFP, TURCO (M5S): SCOSTAMENTO? SOLO SE NON C'E' NEMMENO UN EURO IN ARMI
*DFP, TURCO (M5S): SCOSTAMENTO? SOLO SE NON C'E' NEMMENO UN EURO IN ARMI*
Roma, 30 aprile. "Dopo oltre tre anni a quattro Leggi di bilancio il Dfp avrebbe dovuto fornire almeno qualche indicazione. E invece celebra il funerale della crescita. Sì, quella crescita da voi cristallizzata allo zero virgola nei precedenti tre anni e nei prossimi tre. Il debito pubblico aumenta dal 133,9% del 2023 a più del 138% nel 2026. Aumenta sì l'occupazione, ma con lavori dallo scorso valore aggiunto e salari poveri. Le retribuzioni reali fanno ancora segnare un -7,8% rispetto al 2021. Parliamo di quelle retribuzioni il cui potere d'acquisto, con la nuova fiammata inflattiva appena certificata dall'Istat, sarà sempre più eroso. La produzione industriale è in caduta da tre anni. Avete inflitto al Paese il record della pressione fiscale negli ultimi 10 anni. Per noi questo è un disastro. Il ministro Giorgetti ha celebrato l'avanzo primario, fino a renderlo un fine da conseguite a ogni costo e non un mezzo. Ma senza crescita e investimenti, l'avanzo primario ci fa risprofondare nella trappola del debito. Siamo tornati indietro di 30 anni. La crescita è stata sepolta. Siamo ultimi a livello Ocse, G20 e Ue. State solo governando la stagnazione e forse per voi è arrivato il momento di andare a casa. Tra poco finirà il Pnrr, una grande occasione persa. Non avete fatto nulla per associare a questo piano gli investimenti privati, le cui agevolazioni sono state tagliate. E pensare che il Pnrr è stato rimodulato 6 volte. Senza crescita non si può finanziare la sanità, non si possono ridurre le tasse, non si possono proteggere i salari. Ma per crescere servono le imprese, che avete completamente abbandonato, tagliando loro ogni tipo di agevolazione. E serve il lavoro, ma non quello povero, precario, non dignitoso. Il ministro Giorgetti ha parlato per anni di prudenza e conti in ordine, ma era sola austerità, che però non è servita nemmeno a raggiungere quell'obiettivo contabile minimo che era il 3% di deficit/pil 2025. E poi il Patto di stabilità, che adesso vi accorgete essere una camicia di forza dopo averlo supinamente accettato. Volete fare uno scostamento di bilancio? Noi potremmo anche dirvi di sì, ma a due conduzioni: che non ci sia nemmeno un euro alla spesa militare e che ci sia una vera tassa sugli extraprofitti". Lo ha detto il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione d'inchiesta sulle banche, nella dichiarazione di voto sul Dfp.