(AGENPARL) - Roma, 28 Aprile 2026 - Lo dichiarano Sandro Ruotolo, eurodeputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, e Nicola Zingaretti, capo della delegazione del PD al Parlamento europeo, annunciando un'interrogazione alla Commissione europea sugli "Elections Operations Center" di Meta Platforms.
"Meta – spiegano – ha attivato anche in Italia e per le elezioni europee 2024 strutture operative dedicate al controllo dei contenuti politici e il flusso d'informazioni durante le elezioni. Tuttavia, non esiste alcuna trasparenza su composizione, catena di comando e decisioni assunte".
"È un fatto – proseguono – che tra i responsabili delle policy elettorali e della gestione della disinformazione figurano profili con precedenti esperienze in ambiti di intelligence, agenzie governative e sicurezza nazionale extra-UE, come Aaron Berman, Hagan Barnett, Bryan Weisbard e Mike Bradow e altri. Non sappiamo se e quale ruolo abbiano avuto nei centri operativi attivati durante le elezioni europee. Ed è esattamente questo il problema".
"Non stiamo parlando di una questione tecnica, ma di una questione democratica: chi decide cosa è visibile e cosa no durante una competizione elettorale? Con quali garanzie di neutralità? E sotto quale controllo pubblico?
Domande che oggi diventano ancora più urgenti, alla luce sia della ricerca dell'Università di Urbino — che evidenzia come le policy di Meta, durante il periodo elettorale, abbiano finito per favorire pagine e account di propaganda estremista — sia di quanto emerso dalla trasmissione Report sulle elezioni del 2022.
In quell'occasione è stato infatti rivelato che Meta, probabilmente attraverso l'"Election Center", avrebbe trattato in modo illegittimo i dati di quasi 7 milioni di elettori italiani, aprendo la strada a forme di profilazione politica altamente problematiche.
"Per questo abbiamo chiesto alla Commissione, alla Vicepresidente Henna Virkkunen, se sia a conoscenza del coinvolgimento di tali figure e se intenda verificare la presenza di soggetti provenienti da apparati di intelligence nelle strutture operative di Meta attive durante le elezioni".
"Alla luce del Digital Services Act – concludono – non è più tollerabile alcuna zona grigia: serve piena trasparenza su chi gestisce i processi informativi durante le elezioni. La democrazia europea non può essere affidata a meccanismi opachi".Gestisci la tua iscrizione | Cancella iscrizione
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