(AGENPARL) - Roma, 27 Aprile 2026 - (AGENPARL) – Roma, 27 Aprile 2026
Firenze, 27 aprile 2026
*Comunicato stampa*
*Protezione Civile, il Capo del Dipartimento *
*in visita al Centro di competenza dell'Università di Firenze*
*Fabio Ciciliano ha incontrato la rettrice Alessandra Petrucci *
*e il presidente della struttura **Nicola Casagli*
Il capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del
Consiglio dei Ministri *Fabio Ciciliano* ha visitato stamani la sede
del *Centro
per la Protezione Civile (CPC) dell'Università di Firenze*, ad Arcetri. Lo
hanno accolto la rettrice *Alessandra Petrucci* e il presidente del
Centro *Nicola
Casagli*. La visita era dedicata alla presentazione dei laboratori, delle
strumentazioni e delle attività che il Centro svolge a supporto del
Servizio Nazionale della Protezione Civile.
Le attività del Centro si articolano in cinque servizi: previsione e
prevenzione dei rischi, risposta alle emergenze e ripristino,
pianificazione e attività addestrativa, diffusione della conoscenza ed
educazione al rischio, relazioni internazionali e Meccanismo Europeo di
Protezione Civile.
Il CPC interviene su attivazione del Dipartimento della Protezione Civile –
di cui è stato riconosciuto *Centro di Competenza* nel 2005 – per fornire
supporto specialistico nelle fasi emergenziali più critiche. Utilizza le
conoscenze tecnico-scientifiche e i prodotti della ricerca dell'Ateneo
fiorentino nei contesti di criticità in cui è chiamato ad agire,
occupandosi di sopralluoghi, rilievi con droni e laser scanner,
monitoraggio radar interferometrico, modellazione numerica dei fenomeni e
valutazione del rischio residuo. Nelle sue attività, inoltre, promuove la
cultura della prevenzione e il miglioramento della resilienza delle
comunità in linea con gli obiettivi del Sendai Framework for Disaster Risk
Reduction 2015-2030 delle Nazioni Unite.
Solo negli ultimi mesi il Centro è stato impegnato in diversi scenari di
emergenza. L'intervento più recente è avvenuto ad aprile in Molise: il CPC
ha contribuito con rilievi specialistici e analisi dei dati di monitoraggio
per la *frana di Petacciato*, un vasto movimento franoso a cinematica lenta
che coinvolge infrastrutture viarie e ferroviarie di interesse nazionale.
Per i dissesti idrogeologici che hanno colpito a febbraio la città di
*Genova*, il Centro ha svolto attività di monitoraggio e analisi di dati
satellitari. Un mese prima i tecnici Unifi si erano recati in Sicilia, per
il caso della frana di *Niscemi*, occupandosi della caratterizzazione del
fenomeno e della definizione degli scenari di rischio residuo a supporto
delle autorità locali e regionali.
Anche nel corso del 2025 il Centro è stato attivato in numerose occasioni.
In particolare, a seguito degli intensi eventi meteorologici di marzo, che
hanno provocato diffusi fenomeni di dissesto idrogeologico in numerose zone
della *Toscana*, i tecnici del CPC hanno effettuato sopralluoghi, rilievi
strumentali e valutazioni del rischio residuo, contribuendo alla gestione
delle criticità e al supporto delle autorità competenti. Lo scorso novembre
il Centro è intervenuto a *Brazzano di Cormons (*GO*)*, nel Friuli-Venezia
Giulia, dove una precipitazione eccezionale ha provocato una frana di vaste
proporzioni.
Le attività recenti si inseriscono in una storia ormai consolidata di
supporto al Servizio Nazionale. Il Centro ha contribuito, negli anni, alla
gestione di numerose emergenze di rilievo nazionale: dal naufragio della *Costa
Concordia* all'Isola del Giglio nel 2012, alla valanga di *Rigopiano* (PE)
nel 2017, dagli eventi sismici dell'Italia centrale del 2016-2017, alle
alluvioni del maggio 2023 in *Emilia-Romagna*, fino agli eccezionali eventi
meteorologici del 29 ottobre 2023 in Toscana.
Infine, il Centro è da oltre un decennio impegnato nel monitoraggio sulle
isole di *Stromboli* e *Vulcano* e per la sua esperienza sul campo è
diventato punto di riferimento nazionale per l'analisi dei fenomeni franosi
che avvengono in aree vulcaniche e sono capaci di provocare tsunami.
"La visita del capo del Dipartimento della Protezione Civile rappresenta un
importante riconoscimento per l'Università di Firenze – ha affermato
la *rettrice
Alessandra Petrucci* –. Il lavoro svolto dai ricercatori e dai tecnici del
Centro contribuisce in modo concreto alla gestione delle emergenze e alla
prevenzione dei rischi e rappresenta un esempio tangibile con cui l'Ateneo
mette le proprie competenze al servizio del Paese".
"Protezione civile e comunità scientifica sono un connubio inscindibile –
ha dichiarato il capo del Dipartimento della Protezione Civile *Fabio
Ciciliano* -. Una sinergia immaginata e fortemente voluta dal fondatore
della protezione civile moderna, Giuseppe Zamberletti, e consolidata nel
tempo in occasione delle tante emergenze che il nostro Paese ha dovuto
fronteggiare nel corso degli anni. In questo percorso l'Università di
Firenze rappresenta una partner fondamentale che, con lungimiranza, ha
sviluppato un Centro di Protezione Civile d'eccellenza. L'importante
livello raggiunto dal nostro Sistema, sia nell'attività di prevenzione che
nella gestione emergenziale, è merito, anche, del lavoro e della dedizione
dei ricercatori e dei tecnici di questo Centro".
"La visita di Ciciliano al Centro ne ribadisce il ruolo strategico –
commenta *Nicola* *Casagli* –. Un'ulteriore conferma arriva dall'accordo
triennale (2024-2027) con il Dipartimento della Protezione Civile, che
costituisce il pilastro dell'attività di supporto tecnico-scientifico per
la valutazione degli scenari di rischio idrogeologico e vulcanico. Il CPC,
inoltre, opera in sinergia con agenzie ed enti nazionali e internazionali,
amministrazioni locali e realtà del settore privato".
In foto
1) Alessandra Petrucci, Fabio Ciciliano e Nicola Casagli nella sala
operativa del Centro per la Protezione Civile dell'Università di Firenze
2) Nicola Casagli, Fabio Ciciliano e Alessandra Petrucci all'ingresso del
Centro
3) Un momento della visita
(AGENPARL)


