(AGENPARL) - Roma, 26 Aprile 2026 - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che Washington ha ricevuto una nuova proposta da parte dell’Iran subito dopo aver annullato il viaggio di una delegazione americana in Islamabad per un secondo round di negoziati.
Parlando ai giornalisti prima di salire a bordo dell’Air Force One, Trump ha spiegato che Teheran avrebbe inizialmente presentato un documento ritenuto insoddisfacente, seguito però da una versione migliorata nel giro di pochi minuti. “Ci hanno dato un documento che avrebbe dovuto essere migliore… e poi ne è arrivato uno molto migliore”, ha affermato.
Il viaggio della delegazione statunitense, che avrebbe incluso l’inviato speciale Steve Witkoff e il consigliere Jared Kushner, è stato annullato in un clima di incertezza. Il primo ciclo di negoziati era stato guidato dal vicepresidente JD Vance.
Trump ha sottolineato che i contatti potrebbero proseguire anche senza incontri diretti: “Possiamo occuparcene per telefono. Possono chiamarci quando vogliono”. Il presidente ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti avrebbero una posizione di forza nei negoziati, dichiarando di avere “tutte le carte in tavola”.i
Alla vigilia dei colloqui, erano emerse divergenze tra Washington e Teheran sulla modalità degli incontri. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt aveva parlato di colloqui diretti, ma questa versione è stata smentita dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, che ha chiarito come le comunicazioni sarebbero avvenute tramite mediazione pakistana.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato i mediatori pakistani a Islamabad, definendo i colloqui “molto fruttuosi” e ribadendo la disponibilità dell’Iran a discutere un quadro per una fine permanente del conflitto.
Nonostante i segnali di apertura, il clima resta estremamente teso. Teheran ha fatto sapere, attraverso la propria ambasciata in Sudafrica, di essere pronta a reagire con forza in caso di provocazioni, parlando della possibilità di un massiccio attacco missilistico contro obiettivi statunitensi e israeliani in Medio Oriente.
Le dichiarazioni evidenziano la fragilità del processo diplomatico, sospeso tra tentativi di dialogo e minacce di escalation militare. Il ruolo del Pakistan come mediatore resta centrale, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione l’evolversi della crisi.
