(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - Nuova escalation retorica da parte della Russia nei confronti dell’Europa sul tema del sostegno militare all’Ucraina. Il diplomatico russo Rodion Miroshnik ha dichiarato che i siti europei coinvolti nella produzione di armamenti destinati a Kiev devono essere considerati “obiettivi militari”.
Parlando a Mosca, Miroshnik ha affermato che le strutture industriali situate in diversi Paesi europei, tra cui Italia, Germania e Regno Unito, parteciperebbero direttamente allo sforzo bellico ucraino, contribuendo alla produzione di armi e componenti militari.
Secondo il rappresentante del Ministero degli Esteri russo, tali attività renderebbero questi impianti legittimi bersagli militari nel contesto del conflitto. “Per noi è chiaro che questi siti produttivi sono obiettivi militari”, ha dichiarato, aggiungendo che la responsabilità ricadrebbe sui governi che consentono tali operazioni sul proprio territorio.
Coinvolgimento europeo sotto accusa
Miroshnik ha sostenuto che diversi Paesi europei non solo fornirebbero armamenti, ma offrirebbero anche supporto logistico e addestramento alle forze ucraine. “I militanti ucraini si sono addestrati in numerosi territori di altri Stati”, ha affermato, aggiungendo che alcuni Paesi fungerebbero da hub logistici per il trasferimento di armi.
Queste dichiarazioni rafforzano la narrativa russa secondo cui l’Europa sarebbe ormai parte attiva del conflitto, e non più un attore esterno.
Il riferimento al diritto internazionale
Nel suo intervento, il diplomatico ha richiamato anche la Convenzione dell’Aia del 1907, sostenendo che il comportamento degli Stati europei sarebbe incompatibile con il principio di neutralità sancito dal diritto internazionale.
“Possiamo affermare con certezza che questi Paesi non sono neutrali”, ha dichiarato, sottolineando come il supporto militare a Kiev rappresenti, secondo Mosca, una violazione degli standard storici di neutralità.
Un clima di crescente tensione
Le affermazioni di Miroshnik si inseriscono in un contesto di crescente tensione tra Russia e Occidente, in cui il sostegno militare all’Ucraina continua a rappresentare uno dei principali punti di scontro.
Da parte europea e occidentale, gli aiuti a Kiev vengono giustificati come necessari per la difesa dell’integrità territoriale ucraina. Mosca, al contrario, interpreta tali azioni come un coinvolgimento diretto nel conflitto.
Le dichiarazioni del diplomatico russo non rappresentano annunci operativi, ma contribuiscono ad alimentare un clima di forte contrapposizione politica e strategica, con possibili ripercussioni sulle relazioni tra Russia ed Europa.