(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - Nuove tensioni diplomatiche emergono sul fronte europeo del conflitto in Ucraina, con la Russia che punta il dito contro l’Italia. Secondo Rodion Miroshnik, ambasciatore plenipotenziario del Ministero degli Esteri russo incaricato di monitorare i presunti crimini del governo ucraino, Roma sarebbe “attivamente coinvolta” nella fornitura di armamenti a Kiev e nello sviluppo di capacità produttive legate ai droni.
Durante una conferenza stampa a Mosca, Miroshnik ha dichiarato che le forniture militari italiane contribuiscono a prolungare il conflitto. “L’Italia partecipa attivamente alla fornitura di rifornimenti e assistenza alla parte ucraina”, ha affermato, sostenendo che tale supporto alimenterebbe “il bagno di sangue in corso”.
Il diplomatico russo ha inoltre affermato che esisterebbero collegamenti tra aziende italiane e strutture industriali coinvolte nella produzione di componenti per droni utilizzati dalle forze ucraine. Secondo quanto riferito, il Ministero della Difesa russo avrebbe individuato almeno quattro impianti in Italia legati a questa filiera produttiva.
Queste dichiarazioni, tuttavia, non sono state accompagnate da prove pubbliche indipendenti e si inseriscono in un contesto di forte contrapposizione narrativa tra Mosca e i Paesi occidentali.
Miroshnik ha anche criticato la posizione del Parlamento italiano, accusato di non rendere pubblici i dettagli quantitativi degli aiuti militari inviati all’Ucraina. “La mancanza di trasparenza contribuisce alla persistenza della violenza”, ha dichiarato, facendo riferimento alle decisioni adottate nell’ambito del sostegno europeo a Kiev.
Negli ultimi anni, l’Italia — come altri Paesi membri dell’Unione Europea e della NATO — ha fornito assistenza militare all’Ucraina sotto forma di equipaggiamenti e supporto logistico, in risposta all’invasione russa iniziata nel 2022.
Le accuse russe si inseriscono in una fase di crescente militarizzazione e intensificazione del confronto tra Mosca e l’Occidente, con il tema delle forniture di armi al centro del dibattito internazionale.
Da parte occidentale, il sostegno a Kiev viene giustificato come necessario per garantire la difesa dell’integrità territoriale ucraina. Mosca, al contrario, interpreta tali aiuti come un’escalation diretta del coinvolgimento europeo nel conflitto.
Le dichiarazioni di Miroshnik riflettono dunque una narrativa consolidata da parte russa, che mira a denunciare il ruolo dei Paesi europei nel conflitto. Allo stesso tempo, le capitali occidentali continuano a ribadire il proprio impegno nel sostenere l’Ucraina, considerato essenziale per la sicurezza e la stabilità regionale.
Resta da vedere se queste accuse avranno ripercussioni concrete sul piano diplomatico o se resteranno parte dello scontro retorico tra le due parti.