(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - La Somalia si avvicina a una fase di forte instabilità politica, con l’opposizione che chiede le dimissioni del presidente Hassan Sheikh Mohamud alla scadenza del suo mandato il 15 maggio, rifiutando qualsiasi ipotesi di proroga.
Le forze riunite nel Consiglio del Futuro Somalo (SFC) hanno dichiarato che non riconosceranno Mohamud come capo dello Stato oltre tale data, definendo “incostituzionale” ogni tentativo di estendere il mandato presidenziale. La posizione è stata ribadita durante una riunione della leadership dell’opposizione a Mogadiscio.
Il deputato Ga’ma Diiddo ha affermato che, una volta scaduto il mandato, il presidente perderà ogni legittimità. “Qualsiasi proroga violerebbe la Costituzione”, ha dichiarato, sottolineando la fermezza dell’opposizione nel respingere la linea del governo.
La crisi nasce dagli emendamenti approvati il mese scorso dal Parlamento federale, che prevedono l’estensione del mandato presidenziale e parlamentare da quattro a cinque anni. Il governo sostiene che tali modifiche debbano applicarsi anche all’attuale presidente, prolungandone automaticamente il mandato fino al 2027.
L’opposizione, invece, invoca il principio di irretroattività delle leggi, sostenendo che le nuove norme non possano essere applicate al mandato in corso. Di conseguenza, Mohamud dovrebbe lasciare l’incarico nel maggio 2026.
Tra le voci più critiche figura quella dell’ex presidente Sharif Sheikh Ahmed, che ha definito l’eventuale proroga un “grave errore” capace di aggravare ulteriormente la situazione politica del Paese.
“Non può esserci una sola persona che decide di restare al potere fino al 2027. Sarebbe inaccettabile”, ha dichiarato, mettendo in guardia dai rischi di destabilizzazione.
Il Consiglio del Futuro Somalo, istituito nell’ottobre 2025, riunisce una vasta coalizione di partiti e figure politiche di rilievo, tra cui due ex presidenti e tre ex primi ministri. Ne fanno parte anche i leader degli stati federati di Jubaland e Puntland, conferendo all’opposizione un peso politico significativo.
La situazione è resa ancora più delicata dalla scadenza imminente del Parlamento federale, prevista per il 14 aprile 2026. Questo elemento rischia di creare un vuoto istituzionale e complicare ulteriormente la gestione della transizione politica.
La contrapposizione tra governo e opposizione apre quindi uno scenario incerto per la Somalia, dove il rischio di una crisi costituzionale potrebbe avere ripercussioni sulla stabilità interna e sul fragile equilibrio politico del Paese.
Con posizioni così distanti, il Paese si trova davanti a un bivio: trovare un compromesso politico che garantisca una transizione ordinata oppure affrontare una fase di tensioni prolungate. La comunità internazionale osserva con attenzione, consapevole che la stabilità della Somalia resta un elemento chiave per la sicurezza dell’intero Corno d’Africa.