(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - “La nave affonda e qualcuno comincia giustamente a scappare a gambe levate. Giuseppe Recchi ha fatto un passo indietro e ha comunicato a Salvini di non essere più disponibile a fare il Presidente della società Stretto di Messina Spa, motivando la scelta con dei suggerimenti a dir poco degni di nota. Recchi suggerisce di mettere al suo posto una figura con una “riconosciuta esperienza in campo giuridico”. Non serve un ingegnere, non serve un esperto di grandi infrastrutture, serve un avvocato. Un bravo avvocato, perché il Ponte di Salvini non è un progetto ingegneristico, è un colabrodo procedurale e un disastro legale. Siamo davanti a un’opera fantasma dove l’Anac chiede a gran voce una nuova gara per rispettare le regole europee, mentre la Corte dei Conti ha già bocciato la delibera sullo stanziamento dei fondi. E in tutto questo teatrino, mentre Recchi scende dal Ponte, chi resta incollato alla sua poltrona? Il solito Pietro Ciucci, la cui riconferma come amministratore delegato viene data per scontata. D’altronde, perché mollare l’osso proprio adesso? Alla Stretto di Messina Spa gli stipendi sono appena saliti alla cifra mostruosa di 11,8 milioni di euro. Tagliano i fondi agli italiani in difficoltà, ma per i manager del loro carrozzone i soldi pubblici si trovano sempre. Salvini e Meloni continuano a gettare fumo negli occhi, tenendo in ostaggio 13,5 miliardi di euro di soldi pubblici per un’opera che fa acqua da tutte le parti. E nel frattempo siciliani, calabresi e cittadini di tutta Italia sono costretti a viaggiare su strade a pezzi e treni perennemente in ritardo. La pazienza dei cittadini è finita, basta sperperare i soldi degli italiani”. Così il vicepresidente M5s in comm. Ambiente Agostino Santillo.