(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - “È stata una grande emozione oggi
accogliere in Terza Commissione Alice Spaccini e Stefano Massoli,
marito di Laura Santi, per la presentazione della proposta di legge di
iniziativa popolare ‘Liberi Subito’ sul fine vita, promossa
dall’associazione Luca Coscioni e fortemente voluta da Laura
stessa”: lo comunica il consigliere regionale Fabrizio Ricci (Avs)
dopo la riunione odierna https://tinyurl.com/y66bbyuc
“Una proposta di legge – ricorda Ricci – arrivata in Consiglio con
la spinta potente di quasi cinquemila firme, raccolte in pochissime
settimane: un segnale inequivocabile di quanto la comunità umbra
senta il bisogno di una normativa chiara e dignitosa sulle procedure
per accedere al fine vita. Voglio essere chiaro su un punto
fondamentale: questa legge non istituisce alcun nuovo diritto. Il
diritto al suicidio medicalmente assistito, a determinate condizioni,
esiste già nel nostro ordinamento ed è stato reiteratamente
riconosciuto dalla Corte Costituzionale, a partire dalla sentenza n.
242 del 2019 fino alla n. 135 del 2024. Ciò che manca, e che questa
proposta intende colmare, è una disciplina regionale chiara,
inequivoca e trasparente delle modalità procedurali indispensabili
per l’effettivo esercizio di quel diritto. Perché un diritto senza
procedure certe non è un diritto: è un calvario”.
“Del resto – prosegue Ricci – anche l’ultimo dubbio di legittimità è
stato superato. Con la sentenza n. 204 del 2025 sulla legge toscana in
materia di fine vita, la Corte Costituzionale ha confermato che
l’introduzione di una disciplina a carattere organizzativo e
procedurale rientra nella potestà legislativa concorrente delle
Regioni in materia di tutela della salute, e che tale intervento non
è precluso neppure in assenza di una legge organica statale. Le
Regioni non solo possono, ma devono intervenire”.
“AVS – conclude – sarà in prima fila per fare in modo che anche
l’Umbria si doti di questa legge. Lo dobbiamo a chi l’ha firmata, a
chi si batte ogni giorno per i diritti civili, e lo dobbiamo a Laura
Santi, che per quasi tre anni ha lottato contro burocrazia e silenzi
per vedersi riconosciuto un diritto che già esisteva. Questa è la
sua legge. E noi faremo di tutto affinché diventi presto una legge
della Regione Umbria”. RED/PG