(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - Non è il costo finanziario a preoccupare il Pentagono, ma l’imprevedibilità sul campo. Il Generale statunitense a riposo Mark Kimmitt, in un’intervista rilasciata ad Al Jazeera, ha analizzato l’attuale dispiegamento militare USA nel Medio Oriente, definendo i costi operativi “ragionevoli” e sostenibili nel lungo periodo per garantire lo sblocco dello Stretto di Hormuz.
Tuttavia, Kimmitt ha lanciato un monito severo sui rischi tattici: la vera minaccia è rappresentata da un possibile errore di calcolo. “Siamo tutti preoccupati per un’azione isolata”, ha spiegato il Generale, ipotizzando lo scenario in cui un singolo comandante delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) decida autonomamente di attaccare una nave americana. Secondo Kimmitt, è proprio questa imprevedibilità a rendere la situazione estremamente esplosiva, nonostante la presenza di circa 40.000 truppe e dei gruppi d’attacco delle portaerei nell’area.
