(AGENPARL) - Roma, 18 Aprile 2026 - Mentre il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran scuote i mercati del Medio Oriente, la Turchia di Recep Tayyip Erdogan muove le sue pedine per trasformare Istanbul nel nuovo hub finanziario regionale, sfidando il dominio storico di Dubai, Doha e Riyadh. Secondo quanto riportato oggi da fonti governative e analisti internazionali, Ankara sta sfruttando la sua posizione di “porto sicuro” – protetta dalle difese aeree NATO – per attirare i capitali in fuga dalle economie del Golfo, pesantemente colpite dai raid missilistici iraniani.
Il Presidente Erdogan, che ha recentemente incontrato i CEO di 40 multinazionali, ha definito la crisi globale come “un’opportunità per aprire nuove porte al Paese”. Il piano turco prevede incentivi “radicali” coordinati dal Ministro del Tesoro e delle Finanze, Mehmet Simsek. Tra le misure allo studio, spiccano forti sgravi fiscali per le società di logistica e i trader di materie prime che operano tramite entità turche, oltre alle esenzioni totali sulle imposte societarie per i redditi da esportazione garantite dall’Istanbul Financial Center (IFC) fino al 2031.
Nonostante le sfide strutturali, come l’inflazione a doppia cifra e la volatilità della lira, l’IFC segnala un crescente interesse da parte di istituzioni finanziarie dell’Estremo Oriente, in particolare da Giappone e Corea del Sud. “Dall’Istanbul Financial Center, le istituzioni possono raggiungere un mercato di 1,3 miliardi di persone e un’economia da 30 trilioni di dollari con un volo di sole quattro ore”, sottolineano fonti ufficiali del distretto finanziario. La strategia di Ankara punta a capitalizzare l’incertezza che grava sui tradizionali centri d’affari arabi, posizionando la Turchia come unico modello di stabilità e sicurezza per il business internazionale nel quadrante mediorientale.
