(AGENPARL) - Roma, 13 Aprile 2026 - “Dall’Ungheria arriva uno schiaffo politico che pesa in tutta Europa: milioni di cittadine e cittadini, con una partecipazione altissima, hanno scelto di chiudere un’era e di mandare a casa Viktor Orbàn. E’ una sconfitta che parla chiaro: dice no ai sovranismi, ai flirt con Vladimir Putin e a Donald Trump, e dice invece un fortissimo sì all’Europa, come dimostrano le migliaia di persone scese in piazza a gridare ‘Europa, Europa’. Le ungheresi e gli ungheresi hanno detto sì alla democrazia e no a un modello che in questi anni ha prodotto stagnazione e corruzione e ristretto gli spazi democratici: controllo della stampa, diritti compressi, perfino divieto di manifestare, come nel caso dei Pride. Quando la democrazia viene svuotata, i cittadini prima o poi reagiscono. Ai sovranisti che si credevano eterni – e ai loro alleati, da Giorgia Meloni a Donald Trump – arriva una lezione semplice: quando le persone partecipano, la democrazia presenta il conto. Ora Péter Magyar dovrà trasformare il voto in cambiamento reale: ci auguriamo che questa svolta segni davvero un ritorno pieno dell’Ungheria al rispetto dei valori europei, a partire dallo stato di diritto e dal riconoscimento dei diritti fondamentali”. Così Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale Pd ed eurodeputato, vicepresidente della commissione Libe del Parlamento europeo.