(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - (AGENPARL) – Roma, 7 aprile 2026 – Verona, 7 aprile 2026 – Come si sta muovendo, tra ricerca e innovazione, il comparto vitivinicolo veneto? Quali saranno gli sviluppi futuri? Come si svilupperanno le varietà resistenti? A queste domande cercherà di rispondere il convegno organizzato al Vinitaly da Confagricoltura Verona, mercoledì 15 aprile, “Vitivolution: l’evoluzione del modello vitivinicolo veneto tra innovazione, competitività e sostenibilità”.
La giornata si aprirà alle 10, nel padiglione D, stand B2-B3 di Confagricoltura, con un focus sul “Wine Tech Challenge”, il programma di open innovation avviato da Eatable Adventures con il sostegno di UniCredit, nell’ambito delle attività del Verona Agrifood Innovation Hub, l’ecosistema di innovazione nel settore agroalimentare promosso da Fondazione Cariverona insieme a un network di partner istituzionali e industriali del territorio. Filippo Federico, ecosystem manager di Verona Agrifood Innovation Hub, parlerà del ruolo e delle attività della filiera agrifood made in Italy. Pietro Bianchetta, senior innovation consultant, illustrerà il programma innovativo che connette le migliori startup tecnologiche con aziende vitivinicole d’eccellenza, per individuare soluzioni che trasformano il futuro del vino attraverso innovazione sostenibile e tecnologia all’avanguardia.
Alle 10.30 Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona e Stefano Marabotto, cluster manager della rete innovativa Innosap, introdurranno il convegno “Vitivolution”. Il tema dell’evoluzione dei modelli previsionali in viticoltura, tra rover autonomi e gemello digitale, sarà affrontato da due docenti dell’Università di Verona: Riccardo Muradore, professore associato di Sistemi intelligenti e robotici e Davide Quaglia, professore associato di Sistemi di elaborazione delle informazioni. Seguirà “Droni: un po’ più vicini all’applicazione in vigneto”, con Francesco Marinello, professore ordinario di Meccanica agraria dell’Università di Padova.
Si passerà quindi al tema delle varietà resistenti, tra competitività e sostenibilità, con Riccardo Velasco, direttore del Crea-ve, il Centro di ricerca in viticoltura ed enologia, che spiegherà a che punto è il lavoro di ricerca sui vigneti veneti, partito nel 2015 con gli incroci sulle piantine di Glera. L’anno scorso sono stati piantati da alcune aziende vitivinicole del Trevigiano i primi vigneti dei cosiddetti “figli di Glera” e al Vinitaly verrà offerta proprio una degustazione di alcuni di questi vini ottenuti dalle nuove varietà, resistenti alle principali malattie della vite. Intanto si sta lavorando anche sul fronte del Valpolicella, con un progetto del dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona che punta a selezionare nuove varietà resistenti alle principali malattie fungine come peronospora e oidio.
Sottolinea Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona: “Quello di quest’anno sarà un Vinitaly molto particolare, dato il difficile contesto internazionale. C’è il timore che le tensioni geopolitiche possano influire sulle presenze alla manifestazione, vedi la mancanza di carburante per gli aerei. A questo si aggiunge un sentore di crisi del settore vitivinicolo, che non sta passando il suo momento migliore. Ci auguriamo che questo Vinitaly possa fornire indicazioni utili ai produttori, con l’obiettivo di consolidare la loro presenza sui mercati già noti e ampliando l’orizzonte a quelli nuovi. Per quanto riguarda le varietà resistenti, sono il futuro della viticoltura perché abbiamo bisogno di una viticoltura sempre più sostenibile, garantendo un minore impatto degli agrofarmaci sull’ambiente. Ci auguriamo che ricerca e genetica ci possano supportare concretamente”.
