(AGENPARL) - Roma, 11 Aprile 2026 - “Non ci interessa entrare nel merito personale della nomina del nuovo AD. Il punto è un altro, ed è squisitamente politico: con questa scelta il Governo manda un messaggio netto al Paese e al sistema industriale italiano. La direzione indicata è quella di una Leonardo sempre più piegata al comparto degli armamenti e della missilistica, mentre restano nell’ombra il futuro di Aerostrutture, la tutela dei siti produttivi italiani, l’occupazione e il ruolo dei settori civili e dual use del gruppo. È una scelta grave, perché conferma una torsione politica precisa: il Governo Meloni non si limita più a sostenere l’industria della difesa, ma imprime al Paese una vera e propria svolta bellicistica, sposando nei fatti una logica di economia di guerra. Una grande partecipata strategica dello Stato viene orientata sempre di più verso la produzione militare, mentre il rischio concreto è che altri settori e divisioni di Leonardo, dall’aeronautica alle tecnologie duali, dallo spazio alla cyber-sicurezza, fino all’innovazione avanzata, vengano progressivamente penalizzati o marginalizzati. Per questo chiederemo al Governo di dire senza ambiguità se intenda trasformare Leonardo in un campione quasi esclusivamente militare, sacrificando progressivamente gli altri asset strategici del gruppo e indebolendo così la sua funzione industriale nazionale. Il nodo più urgente riguarda Aerostrutture, dove siamo ancora in attesa che il governo risponda alle diverse interrogazioni già presentate in Senato. Su questa divisione pesano interrogativi enormi: il destino dei siti italiani, la tutela dei lavoratori, il rischio di trasferimento all’estero di produzioni e competenze e la prospettiva di accordi con partner esteri che potrebbero svuotare ulteriormente capacità industriale e valore aggiunto nel nostro Paese. È su questo che il Governo deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica delle proprie scelte. Leonardo non può essere ridotta a un ingranaggio di una politica tutta concentrata sulla corsa al riarmo. Il Governo abbia almeno il coraggio di dirlo apertamente in Parlamento”. Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente M5S e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
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