(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - (AGENPARL) – Perugia, 7 aprile 2026 – Le Commissioni Seconda e Terza in
seduta comune, presieduta da Letizia Michelini, hanno predisposto una
Proposta di risoluzione unitaria, dopo aver approfondito e quindi
condiviso nell’atto anche alcuni passaggi proposti dalla minoranza,
in merito al mancato rinnovo del Contratto nazionale delle farmacie
private, tema affrontato già nella seduta della scorsa settimana
quando a Palazzo Cesaroni sono stati ascoltati in audizione i
rappresentanti sindacali del settore (https://tinyurl.com/5x9d6k3e) ai
quali ha fatto seguito, nella riunione odierna, l’audizione di
Federfarma Umbria, rappresentata dal presidente regionale Stefano
Monicchi e da Silvia Pagliacci (presidente Federfarma Perugia).
Dopo aver illustrato il contenuto della proposta di Federfarma per il
rinnovo del contratto, che tra l’altro prevede – è stato detto –
un aumento retributivo pari a 200 euro per il farmacista al primo
livello, da riparametrare per i livelli superiori, oltre a 20 euro
quale clausola di garanzia per un totale di 220 euro di aumento
mensili; 130 euro di incremento per il personale non farmacista, da
riparametrare per i livelli inferiori, oltre 20 euro quale clausola di
garanzia, per un totale di 150 euro di aumento mensili, è stato
sottolineato che le farmacie dell’Umbria vivono una situazione
particolare anche di sostenibilità ed è emersa la necessità di
istituire un tavolo di confronto sulle tematiche finalizzate ad
individuare percorsi formativi e di sostegno alla luce del quadro
normativo esistente con particolare riferimento alle tematiche di
competenza regionale.
“Nel 2025 – ha detto il Presidente Monicchi – è stato sviluppato
uno studio su un terzo delle farmacie presenti sul territorio
regionale ed abbiamo verificato un parametro che indica il limite
della sostenibilità”. Nel corso dell’audizione è stato anche
evidenziato il fatto dei rimborsi per i nuovi servizi segnalando, ad
esempio, che per un ECG (telemedicina) da 31 euro, dallo scorso 31
marzo si è passati a 20, situazione dovuta al termine della
sperimentazione e quindi a nuovi parametri che interesseranno anche le
altre regioni italiane. Tra i passaggi principali, il fatto che
nell’ultimo anno e mezzo oltre 10 farmacie sono state vendute a
capitali stranieri con una “cognizione diversa di ‘farmacia’,
più asservita alla finanza che non alle esigenze del servizio
sanitario”. Le farmacie – è stato spiegato – continuano ad
incrementare nuovi servizi per il sistema sanitario, come il controllo
dei piani terapeutici. “Una farmacia media, con circa un milione di
fatturato ha minimo 4 dipendenti. I servizi di telemedicina vengono
soprattutto svolti nelle realtà locali dove operano la metà della
farmacie umbre ed è proprio in questi casi che non si trovano i
farmacisti”. Tra i passaggi più importanti dell’audizione, la
rivisitazione delle indennità di residenza per le farmacie locali,
auspicando una nuova legge regionale poiché quelle previste in Umbria
sarebbero tra le più basse d’Italia.
Nel dispositivo della Proposta di risoluzione, che verrà illustrata
in Aula dalla presidente della Seconda commissione Letizia Michelini
(maggioranza) e da Laura Pernazza (minoranza) viene impegnata la
Giunta regionale a: “Sostenere, nelle sedi istituzionali opportune,
il rapido rinnovo del CCNL delle farmacie private, promuovendo un
confronto costruttivo tra le parti; riconoscere e valorizzare il ruolo
sanitario delle farmacie private, anche nell’ambito della
programmazione regionale dei servizi territoriali specie in
riferimento alla tematica delle liste d’attesa; farsi promotrice
presso il Governo e la Conferenza Stato-Regioni di iniziative volte a:
favorire adeguati incrementi salariali per il personale; valorizzare
il riconoscimento delle nuove competenze anche attraverso
l’istituzione di percorsi professionali; sostenere modelli
organizzativi innovativi della farmacia dei servizi; valutare la
revisione della normativa regionale con riferimento alla indennità di
residenza delle farmacie rurali; monitorare l’evoluzione della
vertenza contrattuale, riferendo periodicamente alle Commissioni
consiliari competenti sugli sviluppi e sulle eventuali criticità;
riferire in III Commissione le concertazioni in essere con il comparto
farmaceutico all’interno del nuovo piano socio-sanitario”. Vengono
inoltre invitate le parti datoriali e sindacali a proseguire il
negoziato con senso di responsabilità, al fine di giungere a un
accordo equo e sostenibile. Viene infine espresso l’auspicio che
tutte le istituzioni competenti possano riconoscere il valore
strategico del settore farmaceutico territoriale.