(AGENPARL) - Roma, 5 Aprile 2026 - Mentre il conto alla rovescia per l’ultimatum del Presidente USA Donald Trump entra nelle sue ultime 24 ore, Israele è sotto il fuoco di un’offensiva cyber senza precedenti che sta colpendo sia i vertici militari che le infrastrutture civili. Il gruppo hacker Handala, braccio operativo digitale di Teheran, ha rivendicato oggi il successo di un’operazione di infiltrazione profonda nei database dell’IDF, pubblicando i dati personali e le fotografie di 50 ufficiali senior appartenenti all’Unità 9900. Questa unità, cuore pulsante dell’intelligence geografica e del puntamento satellitare israeliano, è considerata un obiettivo strategico per neutralizzare la capacità di risposta aerea dello Stato ebraico. L’esposizione dei profili privati dei militari punta a creare una pressione psicologica diretta sui decisori tattici in vista di un possibile conflitto aperto martedì prossimo.
Parallelamente all’attacco contro l’intelligence, il Ministero delle Infrastrutture Nazionali ha confermato gravi criticità sulla rete elettrica nazionale. Diversi server di controllo della National Electric Authority sono stati isolati preventivamente per bloccare la diffusione di malware di tipo “wiper”, capaci di cancellare interi sistemi operativi e provocare blackout totali. Nonostante queste manovre difensive, si segnalano interruzioni di corrente e forti rallentamenti nei servizi internet gestiti dal provider 099 Primo Communications. Fonti di sicurezza confermano inoltre che l’Iran avrebbe ricevuto supporto tecnico e dati satellitari per identificare oltre 50 nodi energetici sensibili in Israele, aumentando la precisione dei sabotaggi digitali. La situazione rimane di massima allerta, con le unità di difesa cyber impegnate a blindare i sistemi di allerta radar e le reti idriche prima della scadenza dei negoziati a Hormuz.
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