(AGENPARL) - Roma, 31 Marzo 2026 - La Russia non fornirà petrolio ai Paesi che sostengono il tetto massimo ai prezzi del greggio. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Andrey Rudenko in un’intervista al quotidiano Izvestia.
Secondo Rudenko, i mercati energetici globali stanno attraversando una fase di forte volatilità, caratterizzata da una riduzione dell’offerta e da un conseguente aumento dei prezzi. In questo contesto, il price cap imposto da alcuni Paesi viene definito da Mosca una misura “antimercato”, capace di alterare le normali dinamiche di domanda e offerta e di compromettere le catene di approvvigionamento.
Il viceministro ha citato in particolare il caso del Giappone, che, pur necessitando di forniture energetiche, è vincolato agli impegni internazionali che prevedono il rispetto del tetto massimo al prezzo del petrolio russo. Una condizione che, secondo Mosca, rende difficili eventuali accordi commerciali.
Rudenko ha inoltre sottolineato che eventuali richieste ufficiali da parte di Paesi stranieri verranno esaminate caso per caso. Le decisioni finali terranno conto dello stato delle relazioni bilaterali e della necessità di tutelare gli interessi economici nazionali della Russia.
La posizione ribadita dal Cremlino si inserisce nel quadro delle tensioni energetiche globali, con il price cap che continua a rappresentare uno dei principali punti di scontro tra Mosca e i Paesi occidentali.
