(AGENPARL) - Roma, 25 Marzo 2026 - Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha annunciato una nuova stretta nei confronti dell’Ucraina: Budapest interromperà gradualmente le forniture di gas a Kiev e utilizzerà quei volumi per rafforzare le proprie riserve interne.
La decisione arriva nel contesto delle tensioni sul transito energetico tra i due Paesi. Orbán ha spiegato che l’Ungheria intende immagazzinare il gas che non sarà più esportato, nel tentativo di fare pressione sull’Ucraina affinché ripristini il flusso di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba.
“Finché l’Ucraina non riprenderà a fornire petrolio, non riceverà gas dall’Ungheria”, ha dichiarato il premier in un videomessaggio trasmesso dall’emittente M1, sottolineando la volontà del governo di difendere la sicurezza energetica nazionale.
Orbán ha inoltre accusato Kiev di aver aggravato la situazione con attacchi alle infrastrutture energetiche, in particolare al gasdotto TurkStream, che rifornisce l’Ungheria attraverso la rotta meridionale. Secondo Budapest, tali azioni rendono necessario aumentare le scorte per prevenire eventuali interruzioni.
La crisi si inserisce in un quadro più ampio di tensioni energetiche nella regione. Dal 27 gennaio, infatti, Ungheria e Slovacchia non ricevono più petrolio russo tramite Druzhba. Il governo ungherese sostiene che l’infrastruttura sia tecnicamente operativa e accusa l’Ucraina di bloccare le forniture per motivi politici.
Come contromisura, Budapest ha già bloccato alcuni finanziamenti dell’Unione Europea destinati a Kiev. Orbán ha inoltre ribadito che l’Ungheria non sosterrà ulteriori decisioni favorevoli all’Ucraina a livello europeo, inclusi pacchetti finanziari, finché non verrà ripristinato il transito del petrolio.
La scelta di trattenere il gas e aumentare le riserve nazionali segna un ulteriore inasprimento delle relazioni tra Budapest e Kiev, con possibili ripercussioni sull’equilibrio energetico dell’Europa centrale.
