(AGENPARL) - Roma, 25 Marzo 2026 - Le riserve di gas nei depositi sotterranei dei Paesi Bassi hanno raggiunto un minimo storico, scendendo a circa il 6% della capacità totale. Lo indicano i dati di Gas Infrastructure Europe, che monitorano l’andamento degli stoccaggi energetici nel continente.
Al 23 marzo, il livello di riempimento degli impianti olandesi si attestava al 6,11%, il dato più basso mai registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 2011. Il precedente minimo risaliva al 30 marzo 2018, quando le riserve erano scese al 6,19%.
La situazione nei Paesi Bassi, che dispongono di una delle maggiori capacità di stoccaggio in Europa, evidenzia una forte pressione sulle scorte energetiche. Tuttavia, il quadro europeo appare disomogeneo, con dinamiche differenti tra i principali Paesi.
In Germania, ad esempio, i depositi risultano riempiti al 22,2% e sono già iniziate le operazioni di iniezione di nuovo gas. Al contrario, diversi Paesi continuano a prelevare dalle riserve: l’Austria è al 35,3%, la Francia al 22% e l’Italia al 44%.
Livelli intermedi si registrano in Slovacchia (24%), Ungheria (33,2%), Repubblica Ceca (29,4%), Romania (25,6%) e Bulgaria (36,1%). Più bassi i livelli in Belgio (22,9%), Danimarca (33,4%), Lettonia (21,6%) e Croazia (16,3%).
Dall’inizio della stagione di riscaldamento, il 13 ottobre 2025, i Paesi dell’Unione Europea hanno prelevato oltre 69 miliardi di metri cubi di gas dagli stoccaggi. I prelievi netti superano i 60 miliardi di metri cubi, superando di circa 5,7 miliardi i volumi immessi durante l’estate.
Già entro metà febbraio, le riserve accumulate nei mesi estivi risultavano completamente esaurite, costringendo i Paesi europei ad attingere a scorte più datate. Il dato conferma la fragilità dell’equilibrio energetico europeo e la crescente necessità di strategie di approvvigionamento più stabili.
