(AGENPARL) - Roma, 20 Marzo 2026 -
Nel seguente tema si dà conto degli interventi normativi che disciplinano le caratteristiche fondamentali della tassazione in Italia delle persone fisiche, escluse quelle che esercitano attività di arte e professioni.
Con riferimento alla tassazione dei redditi d’impresa e da lavoro autonomo, si rinvia allo specifico tema concernente la tassazione del settore produttivo.
Nel corso della XIX legislatura sono stati adottati dal legislatore numerosi interventi normativi in materia di tassazione delle persone fisiche. In particolare sono stati ridisegnati i lineamenti fondamentali dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), sia attraverso interventi sulle aliquote e sugli scaglioni, sia mediante la riorganizzazione e l’armonizzazione delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilati, da lavoro autonomo e da pensione.
L’IRPEF, disciplinata dal testo unico delle imposte sui redditi (TUIR – D.P.R. n. 917 del 1986), si applica sui redditi che rientrano in alcune categorie individuate dalla legge (redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi di impresa, redditi diversi) ed è una imposta progressiva in quanto colpisce il reddito, con aliquote che dipendono dagli scaglioni di reddito stesso.
L’imponibile e l’imposta da versare sono determinati, rispettivamente, al netto degli oneri deducibili e delle detrazioni per oneri.
Il decreto legislativo n. 216 del 2023, in attuazione della legge n. 111 del 2023 “Delega al Governo per la riforma fiscale”, ha realizzato una revisione del sistema di imposizione del reddito delle persone fisiche e la graduale riduzione della relativa imposta. In particolare, l’articolo 1 del decreto indica le nuove aliquote per scaglioni di reddito da impiegare, per l’anno 2024, per il calcolo dell’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche, in luogo delle aliquote previste dall’articolo 11, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR – D.P.R. n. 917 del 1986). L’articolo 1, comma 2, della legge n. 207 del 2024 (legge di bilancio 2025), modificando l’articolo 11, comma 1, del TUIR, ha reso strutturale la suddetta riduzione da quattro a tre aliquote IRPEF, inizialmente prevista per il solo anno 2024. Successivamente la legge di bilancio 2026 (legge n.199 del 2025) è intervenuta per ridurre di due punti la seconda aliquota IRPEF. A seguito delle modifiche sopra ricordate l’attuale assetto delle aliquote IRPEF è il seguente:
fino a 28 mila euro: 23 per cento;
oltre 28 mila euro e fino a 50 mila euro: 33 per cento;
oltre 50 mila euro: 43 per cento.
All’interno della più vasta riforma dell’Irpef è stata altresì prevista la misura che istituisce l’assegno unico e universale per i figli a carico.
Dal Bollettino delle entrate tributarie del MEF-Dipartimento delle finanze risulta che il gettito IRPEF nel periodo gennaio-dicembre 2024 si è attestato a 235.564 milioni di euro (+14.179 milioni di euro, pari a +6,4 per cento rispetto al medesimo periodo del 2023). Tale gettito riflette l’andamento delle seguenti componenti:
99.157 milioni di euro per ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato;
94.127 milioni di euro per ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico;
14.253 milioni di euro per ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi;
3.950 milioni di euro per ritenute a titolo di acconto applicate ai pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta;
24.077 milioni di euro per versamenti in autoliquidazione.
Sempre con riferimento al gettito IRPEF, il Bollettino delle entrate tributarie del MEF-Dipartimento delle finanze del mese di novembre 2025 evidenzia che per il periodo gennaio-novembre 2025 il gettito si è attestato a 206.052 milioni di euro (-4.625 milioni di euro, pari a-2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Esso riflette l’andamento delle seguenti componenti:
89.326 milioni di euro per ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato;
83.964 milioni di euro per ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico;
13.722 milioni di euro per ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi;
3.708 milioni di euro per ritenute a titolo di acconto applicate ai pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per le spese per le quali spetta la detrazione d’imposta
15.332 milioni di euro per versamenti in autoliquidazione.
Per comprendere le dimensioni reali del gettito della tassazione del reddito delle persone fisiche in Italia, si ricorda in sintesi che la Banca d’Italia nella sua Relazione annuale 2024 (31 maggio 2025, pag. 136) ha segnalato che nel 2024, la pressione fiscale è passata al 42,6 per cento rispetto al 41,4 per cento del PIL del 2023.
Vengono inoltre riportati i dati concernenti la pressione fiscale negli anni 2022 (41,7 per cento del PIL), 2021 (42,3 per cento del PIL), 2020 (42,7 per cento del PIL) e 2019 (42,3 per cento del PIL).(AGENPARL)