(AGENPARL) - Roma, 9 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Mon 09 March 2026 Nota di Luca Simonetti (M5S) sul bando Sangemini: “Impossibile
spacchettare. Nessun ostracismo all’uso termale, prevista
premialità per chi investe”
(Acs) Perugia, 9 marzo 2026 – “In merito alla questione delle
concessioni delle acque minerali di San Gemini sento il dovere di
intervenire dopo diverse fake news e informazioni parziali offerta da
alcuni esponenti del centrodestra e non solo. Ci tengo a ribadire la
linea che stiamo portando avanti con determinazione. La nostra
priorità assoluta è e rimane la tutela dello stabilimento di
imbottigliamento e la salvaguardia dei posti di lavoro di quasi cento
famiglie del territorio ternano. Per questo motivo consideriamo la
concessione unica un elemento imprescindibile”. È quanto dichiara
il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti.
“Sostenere che ci sia una chiusura verso lo sviluppo termale –
spiega Simonetti – significa non aver letto gli atti o voler
alimentare polemiche sterili. Al contrario per la prima volta nella
storia della Regione abbiamo inserito l’uso plurimo delle acque
compreso quello termale come criterio di premialità nel bando di
gara. Questo significa che chi vorrà investire in questo settore
sarà favorito ma dovrà farlo garantendo l’integrità dell’asset
industriale. Lo spacchettamento delle concessioni che qualcuno
continua a evocare non è una strada percorribile. Una scelta simile
avrebbe compromesso la sopravvivenza stessa dell’attività e del
marchio Sangemini per inseguire futuribili ipotesi che ad oggi non
hanno alcun riscontro di fattibilità, né economica, né tantomeno
sotto il profilo della sostenibilità ambientale. Infatti, oltre
all’aspetto economico dobbiamo considerare con estrema attenzione
quello della sostenibilità ambientale e della conservazione della
risorsa. I pozzi di attingimento hanno equilibri molto delicati che
vanno monitorati costantemente per garantire nel tempo l’altissima
qualità dell’acqua minerale. Non stiamo parlando di un rubinetto
che si può aprire e chiudere a proprio piacimento: una gestione
sconsiderata o frammentata metterebbe a rischio la rigenerazione
naturale e le stesse caratteristiche del bacino idrico”.
“Tra l’altro, abbiamo ereditato una situazione complessa, colmando i
gravissimi ritardi accumulati dalla precedente amministrazione –
prosegue Simonetti – che avrebbe dovuto predisporre gli atti
propedeutici al bando entro la scadenza del 31 dicembre 2024. Ancora
una volta ci siamo assunti la responsabilità di avviare un percorso
in piena trasparenza e in conformità alle norme sulla concorrenza. È
totalmente inaccettabile che oggi il centrodestra lanci delle accuse
sull’ennesimo disastro che hanno lasciato in eredità a questa giunta.
Vogliamo che le acque di San Gemini continuino a essere
un’eccellenza internazionale nel settore delle acque minerali da
bere. Chiunque abbia progetti di investimento seri nel campo termale
– conclude – troverà nel nuovo bando gli strumenti giusti per
partecipare, ma la continuità dello stabilimento non sarà mai
oggetto di trattativa”. RED/dmb