(AGENPARL) - Roma, 9 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Mon 09 March 2026 UFFICIO STAMPA
COMUNICATO STAMPA
Museo Civico “Amedeo Lia”
Visita guidata in inglese alla mostra La Madre e il Figlio. Figurazione dell’amore divino
a cura della storica dell’arte Tara Keny
Venerdì 13 marzo ore 11.00
La Spezia, 9 marzo 2026 – Venerdì 13 marzo alle ore 11.00 il Museo Civico “Amedeo Lia” propone al pubblico una visita guidata in inglese a cura della storica dell’arte Tara Keny alla mostra “La Madre e il Figlio. Figurazione dell’amore divino”.
Curata da Andrea Marmori, con il contributo di Elena Gerini, la mostra nasce dal nucleo significativo di opere cinque e seicentesche raffiguranti Madonne con Bambino appartenenti alla Collezione permanente del Museo, poste in dialogo con prestigiosi prestiti da importanti istituzioni museali e raccolte d’arte. L’obiettivo è indagare come, nel corso dei secoli, gli artisti abbiano interpretato il rapporto tra Madre e Figlio, oscillando tra la dolcezza degli affetti e il presagio del destino salvifico e doloroso di Cristo.
Il percorso espositivo prende le mosse dalla riflessione suggerita dal Vangelo di Luca, in cui Maria, di fronte agli eventi straordinari della notte di Natale, «custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19). Questo ruolo di custode silenziosa del mistero divino si traduce, nell’arte, in uno sguardo che unisce tenerezza e turbamento: una maternità insieme intima, umana e consapevole del futuro sacrificio del Figlio.
La mostra affronta dunque gli aspetti psicologici e affettivi del rapporto madre-bambino, sottolineando il ruolo centrale di Maria nella Storia della Salvezza: colei che porta nel mondo il Salvatore e che, nella devozione popolare, da Madre di Dio diventa Madre dell’umanità intera.
Una sezione particolare è dedicata alle soluzioni figurative che raccontano la doppia natura di Cristo, umano e divino. La presenza del Bambino tra le braccia della Madre risolve visivamente il mistero dell’Incarnazione: è attraverso gesti semplici, quotidiani e colmi di amore – come quello raffigurato nella Madonna del garofano, iconografia di invenzione raffaellesca presente in Museo – che l’infanzia di Cristo diventa racconto tangibile della sua realtà umana.
Il percorso espositivo si avvale di opere di Pietro da Cortona, Luca Cambiaso, Domenico Fiasella, per dirne alcune, si sviluppa come una sequenza narrativa ideale, che dalla rappresentazione della Madre e del Figlio conduce all’annuncio ai pastori e alla venuta dei Magi, ampliando lo sguardo dalla dimensione intima della maternità a quella universale della Rivelazione.
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