(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 March 2026 COMUNICATO STAMPA
5 MARZO 2026
ALLE PMI SOLTANTO UN QUARTO DEGLI INVESTIMENTI M&A
GRUPPO INVESTITORI:
IMPRENDITORI AL LAVORO PER IL CLUB DEAL DI CONFAPI
Le Pmi intercettano solo il 26,6% degli investimenti M&A, in un contesto in cui appena il 30% delle
aziende familiari supera il primo passaggio generazionale e poco più del 10% arriva al terzo. Il
Gruppo Investitori Confapi Padova ha avviato un percorso dedicato alla governance patrimoniale e
alla valutazione di strumenti di investimento condiviso tra associati. Il presidente Trevisan: «Un
club deal può rafforzare capitale, continuità e capacità negoziale delle nostre imprese».
Avviare un percorso strutturato per valutare la creazione di un club deal tra imprenditori associati,
con l’obiettivo di mobilitare capitale di territorio, rafforzare la governance patrimoniale delle
imprese e sostenere operazioni industriali orientate alla continuità e allo sviluppo. Il Gruppo
Investitori di Confapi Padova si è ritrovato nella sede di Say Agency SpA a Cadoneghe – realtà
associata che rappresenta essa stessa un esempio di aggregazione virtuosa, essendo nata dalla
fusione tra due primarie aziende della comunicazione – per rispondere alla crescente esigenza
delle PMI di dotarsi di strumenti condivisi, per affrontare in modo consapevole le sfide legate alla
crescita, alla patrimonializzazione e alla gestione del capitale aziendale, in un contesto economico
che richiede sempre più competenze finanziarie e capacità di visione.
I DATI
Il dibattito si inserisce in uno scenario caratterizzato da dinamiche complesse. Il mercato italiano
delle fusioni e acquisizioni continua a mostrare una forte vitalità: nel 2025 sono state concluse
oltre 1.400 operazioni per un valore superiore agli 85 miliardi di euro, con il private equity che ha
movimentato 27,8 miliardi. Le PMI rappresentano oltre l’80% dei deal, ma intercettano solo il
26,6% del valore complessivo, pari a circa 22,6 miliardi. È un dato che evidenzia una
partecipazione numericamente rilevante ma finanziariamente sbilanciata, con i grandi flussi che si
concentrano sulle operazioni di dimensione medio-grande, mentre il lower middle market – dove si
colloca la maggior parte delle imprese familiari del Nord-Est – resta caratterizzato da ticket più
contenuti e da una minore presenza di investitori istituzionali.
A questa dinamica si aggiunge la fragilità strutturale del tessuto imprenditoriale italiano, composto
per l’85-90% da imprese a controllo familiare. Circa il 30% presenta criticità legate alla continuità,
con punte oltre il 35% nelle micro-imprese. Solo il 30% delle aziende familiari supera il primo
passaggio generazionale e poco più del 10% arriva alla terza generazione. Nel Nord-Est, dove oltre
il 40% delle PMI è guidato da imprenditori con più di 60 anni, il tema assume una dimensione
sistemica. In questo quadro, strumenti di investimento condivisi e governance più strutturate
diventano leve decisive per preservare valore, competitività e controllo.
TREVISAN: «AL LAVORO PER PROPOSTE CONCRETE: SULLO SFONDO ANCHE IL TEMA DELLA
CONTINUITÀ AZIENDALE»
«Il dato più preoccupante non è solo demografico, è strategico», afferma il presidente di Confapi
Padova, Marco Trevisan. «Se le PMI rappresentano oltre l’80% delle operazioni ma solo il 26,6%
del valore investito, significa che partecipano al mercato senza intercettarne pienamente le
risorse. Il mercato dei capitali e il private equity guardano quasi esclusivamente ad aziende di
medie e grandi dimensioni. Le micro e piccole industrie manifatturiere restano ai margini. È
proprio lì che servono nuove idee. È proprio lì che un’Associazione come la nostra può e deve
muoversi». Trevisan sottolinea come nel Nord-Est la questione sia particolarmente rilevante:
«Abbiamo una densità altissima di imprese familiari, spesso eccellenti sul piano industriale ma
meno strutturate su quello patrimoniale. E quando il passaggio generazionale non è pianificato, il
rischio è che l’operazione straordinaria diventi una necessità e non una scelta. Senza una
distinzione chiara tra gestione e proprietà, senza pianificazione successoria e strumenti di
governance adeguati, il rischio non è solo la perdita del controllo, ma la perdita di valore».
Il presidente evidenzia inoltre la necessità di un cambio culturale: «L’imprenditore deve evolvere,
acquisire consapevolezza nella gestione del proprio patrimonio e distinguere tra ruolo operativo e
responsabilità di azionista. Il nostro obiettivo è fornire strumenti e creare un contesto di confronto
tra imprenditori che vogliono governare il proprio futuro, non subirlo. Aggregazioni, investimenti
industriali e partecipazioni condivise possono trasformare un rischio in un’opportunità di crescita,
proteggendo il patrimonio familiare e garantendo continuità industriale al territorio». La
conclusione è netta: «La continuità non si improvvisa. Se non costruiamo oggi una cultura della
governance e dell’investimento condiviso, domani molte imprese saranno costrette a vendere alle
condizioni del mercato, invece di guidare il proprio futuro. Per il Nord-Est questa non è una
questione privata: è una priorità economica territoriale. E come Associazione vogliamo assumerci
la responsabilità di costruire strumenti concreti per affrontarla».
GLI ESPERTI
All’incontro sono intervenuti anche esperti di primo piano. Fabio Menon, consulente finanziario e
fondatore di Archeide SCF, ha approfondito il tema della pianificazione patrimoniale
dell’imprenditore, illustrando un metodo che integra l’analisi del patrimonio complessivo, dei
flussi di reddito e degli obiettivi, con la valutazione degli aspetti fiscali, previdenziali e successori e
con un monitoraggio costante. Renzo Berto, dottore commercialista, già revisore di Confapi e
figura di riferimento nel mondo VeNetWork, ha portato la propria esperienza sulle operazioni
straordinarie e sugli strumenti a supporto della crescita, soffermandosi in particolare sui benefici
del club deal come modello esclusivo, collaborativo e orientato al valore, capace di dividere il
rischio e moltiplicare le opportunità attraverso il coinvolgimento attivo degli investitori.
Il confronto è stato moderato dal direttore di Confapi Padova, Davide D’Onofrio, e da Matteo
Rava, responsabile dell’Area fiscale dell’Associazione, che hanno guidato la discussione
sull’integrazione tra dimensione patrimoniale e industriale nella gestione strategica delle imprese
familiari. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione concreta per consolidare la consapevolezza
degli imprenditori, favorire lo scambio di esperienze e gettare le basi per strumenti condivisi
capaci di sostenere continuità, sviluppo e valore nelle imprese del territorio.
Nelle foto alcuni momenti dell’incontro in Say Agency SpA
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
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