(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - Il United States Central Command (CENTCOM) ha dichiarato che oltre 50.000 militari statunitensi stanno partecipando alle operazioni congiunte con Israele contro l’Iran, in un’azione che il comando definisce il più grande rafforzamento militare degli Stati Uniti nella regione in una generazione.
In un messaggio video, il comandante del CENTCOM, il generale Brad Cooper, ha riferito che nell’operazione — giunta al quarto giorno — sono stati impiegati circa 200 aerei da combattimento e due portaerei. Secondo i dati forniti, le forze statunitensi e israeliane avrebbero colpito quasi 2.000 obiettivi in tutto il territorio iraniano, utilizzando oltre 2.000 munizioni dall’inizio della campagna.
Cooper ha inoltre affermato che l’Iran ha risposto con una vasta controffensiva, lanciando più di 500 missili balistici e oltre 2.000 droni contro obiettivi nella regione. Nel corso delle operazioni, il comando statunitense ha dichiarato di aver distrutto 17 unità navali iraniane, sostenendo che le capacità militari di Teheran risultano progressivamente ridotte.
Le tensioni sono aumentate dopo l’avvio degli attacchi su larga scala da parte di Stati Uniti e Israele, che — secondo quanto riportato — avrebbero causato centinaia di vittime in Iran, tra cui anche figure di alto livello, inclusa la Guida Suprema Ali Khamenei. L’Iran ha reagito con attacchi missilistici e con droni contro Israele e contro Paesi del Middle East che ospitano asset militari statunitensi.
Il CENTCOM ha inoltre riferito che sei militari statunitensi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in un attacco contro un centro operativo tattico in Kuwait, durante lo svolgimento dell’operazione.
La situazione resta altamente volatile, con crescenti timori per un’ulteriore escalation nel teatro mediorientale e per possibili ripercussioni sulla sicurezza regionale e internazionale.
