(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 March 2026 Ad Andrea Romizi (FI) risponde l’assessore Simona Meloni: “Sono 64
le domande pervenute, le somme verranno erogate entro il mese di marzo
2026”
(Acs) Perugia, 5 marzo 2026 – Nella sessione ‘question time’
della seduta d’Aula di oggi, il consigliere Andrea Romizi (FI) ha
chiesto, all’assessore Simona Meloni, chiarimenti su “Tempi e
modalità di erogazione dei contributi previsti dal bando regionale
per il ristoro delle aziende zootecniche colpite da lingua blu (blue
tongue) e previsione di nuove misure di sostegno economico”. Nel
dettaglio, Romizi ha chiesto di sapere “quale sia lo stato di
avanzamento dell’istruttoria delle domande presentate e se
corrisponda al vero che la dotazione allo stato di cui si fa conto è
di 300mila euro, come riportato da alcuni operatori del settore; se in
ossequio alla mozione approvata dal Consiglio regionale il 6 novembre
2025 siano state previste risorse aggiuntive e siano stati definiti
criteri di assegnazione dei ristori che tengano conto delle reali
perdite, sia dirette che indirette, subite dagli allevatori; quali
tempistiche la Giunta regionale intenda garantire per la completa
liquidazione dei contributi e se intenda adottare ulteriori misure per
accelerare i pagamenti”.
Illustrando il suo atto ha ricordato che “con DGR 739/2025 la
Regione Umbria ha previsto uno stanziamento di 1 milione di euro a
valere sul Fondo unico regionale per l’agricoltura, finalizzato a
ristorare le aziende zootecniche colpite dall’epidemia di lingua blu
nel periodo 1° giugno – 30 settembre 2025; nei successivi tavoli
tecnici, diversamente, veniva però fatto riferimento ad una cifra
inferiore pari a 300mila euro; l’avviso pubblico, gestito da Gepafin
S.p.A., prevede contributi fino al 90 per cento del valore dei capi
deceduti (secondo tabelle ISMEA) e per un massimo dell’80 per cento
dei costi di smaltimento delle carcasse, con procedura a sportello e
l’obiettivo dichiarato di assicurare erogazioni rapide. Da subito è
emerso come le forme di ristoro previste non siano sufficienti a
coprire integralmente le perdite, dirette (mortalità degli animali,
abbattimenti, vaccinazioni e in generale costi di gestione sanitaria)
e indirette (riduzione della produttività, calo del reddito,
difficoltà nella commercializzazione e nell’esportazione), subite
dagli allevatori. Per dette ragioni, diversi atti sono stati
presentati in seno al Consiglio regionale a firma, tra gli altri, dei
consiglieri Pace, Romizi e Lisci e, in data 6 novembre 2025,
l’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità una mozione
volta a richiedere una risposta efficace e strutturale con un impegno
finanziario ulteriore e mirato, tale da garantire alle aziende colpite
una vera ripartenza. In altre regioni italiane colpite dalla medesima
emergenza sanitaria, quali Sardegna e Abruzzo, la velocità dei
pagamenti è risultata maggiore e superiori le risorse erogate,
evidenziando un possibile divario nell’efficacia degli interventi di
sostegno. Ad oggi numerosi allevatori segnalano la mancata
liquidazione dei contributi richiesti previsti a bando, nonostante la
conclusione della finestra temporale per la presentazione delle
istanze. Il ritardo nell’erogazione rischia di compromettere la
finalità stesse della misura, volta a garantire liquidità immediata
e continuità produttiva in un comparto già fortemente provato”.
L’assessore Simona Meloni ha risposto che: “La blue tongue è
arrivata l’anno scorso, a giugno, e io e il consigliere Betti facemmo
subito un’iniziativa nel territorio che è più colpito, quello della
Valnerina. Abbiamo ascoltato, abbiamo provato ad agire immediatamente,
subito dopo, con azioni concrete, cercando anche di trovare le vie
più facili per agire e per poter aiutare e sostenere i produttori e
gli allevatori, abbiamo fatto una prima delibera di giunta il 16
luglio del 2025. Abbiamo preso il Fondo Unico regionale
dell’agricoltura, ai sensi della legge 12 del 2024, anche per far
fronte alle problematiche connesse alla Blue tongue, quindi quei fondi
erano fermi a Gepafin, che abbiamo contattato per cercare di
utilizzare quel milione che era giacente lì, che era stato stanziato
da chi mi aveva preceduto peraltro, per metterlo alla disposizione di
questa emergenza. Quindi il 29 di luglio 2025 abbiamo fatto un atto
amministrativo che modificava ma integrava anche quel fondo che
avevamo a Gepafin. Il 21 ottobre del 2025 Gepafin ha pubblicato un
avviso per la concessione di indennizzi a favore degli allevatori per
fronteggiare i danni causati dall’epidemia della febbre catarrale dei
ruminanti, prevedendo una dotazione finanziaria di un milione di euro,
che è sempre rimasta quella. Che cosa è successo, però? Per non
modificare una legge, utilizzando quel milione di euro, noi ci siamo
dovuti rifare anche a una legge nazionale che prevede l’80% delle
spese relative alle carcasse, e il 90% sul valore di mercato del capo,
con riferimento ai prezzi Smea, non ci siamo inventati niente. Quindi,
sulla base di quanto previsto dalla legge, e anche dall’avviso
pubblicato di Gepafin, variamo come indennizzo da 142 euro a un
massimo di 810 euro per ovino e per i bovini da un minimo di 1.105 a
un massimo di 4.300, considerando lo smaltimento delle carcasse. Ora,
l’invio delle domande per la richiesta degli indennizzi è stato
aperto da Gepafin nel periodo dal 4 novembre al 2 dicembre 2025.
Quante domande sono pervenute? 64. Quanto cubano le sessantaquattro
domande sul milione a disposizione ancora lì fermo: 200mila euro.
Quindi su 59 domande ammissibili, 5 non ammissibili, e una in
rivalutazione, abbiamo al 3 marzo, oggi è il 5, quattro richieste
liquidate, sedici in corso di liquidazione con gli istruttori e 39 per
le quali sono in corso, diciamo, soccorsi istruttori perché sono
state richieste delle documentazioni aggiuntive. Le somme verranno
erogate entro il mese di marzo 2026. Perché abbiamo fatto questa
cosa? L’abbiamo fatta per accelerare e per stare vicino agli
allevatori, perché come vedete tutte le altre regioni sono arrivate
dopo, perché hanno dovuto fare anche delle modifiche alle leggi
regionali. Per questo infatti stiamo modificando la legge regionale,
al fine di poterla aggiornare rispetto anche alle questioni che
possono avvenire nel futuro, che può essere la Bluetongue, ma possono
essere anche altre, purtroppo, magari anche epidemie, che mi auguro
non arriveranno, ma che possono colpire l’agricoltura a 360 gradi, in
particolare la zootecnia a cui teniamo molto. Quindi facendo anche il
conto della serva, 200 mila euro diviso in 64 domande. Logicamente
abbiamo 800 mila euro che avanzano, che possiamo riversare anche in
altre situazioni di urgenza”.
Nella replica, Romizi ha detto “Mi sembra una risposta estremamente
confusa. Della Dgr si è diffusamente detto che era solamente un primo
intervento. Abbiamo una nota della Regione dove quantomeno si apriva
alla possibilità di verificare un ristoro sulle vaccinazioni e sulle
disinfestazioni. Una nota dove, e questo la legge oggi già lo
prevederebbe, non è che vada cambiata, quantomeno si prospettava un
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