(AGENPARL) - Roma, 4 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 04 March 2026 “Un’altra storia”, di lavoro e molto altro. Landini e Giani: “La
solidarietà cambia le cose”
Scritto da Marcello Ferreri, mercoledì 4 marzo 2026
Il calcio, il piazzale della parrocchia, la musica, la sezione del PCI
frequentata assieme al babbo e ricordi delle prime vacanze e di finali di
Coppa dei Campioni. Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, la
Confederazione Generale Italiana del Lavoro, si racconta e racconta le
vicende di mezzo secolo di vita italiana nel suo libro “Un’altra
storia”, edito da Piemme e presentato oggi a Firenze a palazzo Strozzi
Sacrati dallo stesso Landini assieme al presidente della Regione Toscana
Eugenio Giani e alla direttrice editoriale di Controradio Chiara Brilli.
“Con Landini la CGIL – afferma il presidente Giani – è diventata
qualcosa di più, è diventata da una associazione che nasce nel mondo del
lavoro a una realtà di importanza generale per la nostra comunità, capace
di intervenire sui temi della pace, sui temi della correttezza, del rigore
morale e sulle grandi battaglie etiche capaci di mettere insieme persone di
partiti diversi. La CGIL sa fare questo: trasformarsi in istituzione che
interviene sui temi del lavoro: lo sfruttamento, il lavoro precario, la
sicurezza nel settore dell’edilizia, il caporalato in agricoltura,
purtroppo presente anche in Toscana. Il libro di Maurizio Landini è
importante anche per riportare all’attualità un percorso di dignità e
tutela dei lavoratori che viene da lontano ed oggi dobbiamo riuscire ad
applicare a nuove forme di prestazione d’opera, come quella dei rider,
comandati a distanza dalle piattaforme delle grandi multinazionali.
“La storia che ho scritto nel libro – spiega Landini – è semplice e
riguarda chi per vivere ha bisogno di lavorare. È lì che cresce dentro
un’esperienza in cui la tua famiglia e le persone che conosci ti insegnano
che, insieme ad altri, puoi cambiare la tua condizione, puoi affrontare la
situazione. La partecipazione è l’elemento fondamentale ed ho avuto la
fortuna di conoscere tantissime persone che mi hanno insegnato l’importanza
dell’azione collettiva”.
C’è anche la scuola nelle prime pagine di “Un’altra storia”: poche
righe che parlano in modo asciutto di un’esperienza liceale finita troppo
presto “perché in famiglia c’era bisogno”. Il valore della conoscenza
e del sapere devono far spazio alle prime esperienze lavorative ed a quel
percorso che porterà Landini a diventare segretario generale della CGIL,
la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, la più antica
organizzazione sindacale italiana che oggi conta oltre 5 milioni di
iscritti.
“Nelle ultime pagine – aggiunge Giani – rigorosamente cronologiche
rispetto alla sua vita ed al suo impegno politico, sindacale e umano, c’è
un filo rosso che lega la mia e la sua esperienza: la centralità del
rapporto con le persone e la volontà e la capacità di ascoltarle. Da
questo libro emerge un Maurizio Landini profondamente ricco da un punto di
vista umano. I capitoli di “Un’altra storia” ricordano molto la frase
di un grande toscano, don Lorenzo Milani, che diceva “quando hai di
fronte dei problemi, se li affronti da solo è egoismo, se li affronti
insieme è politica”.
Landini, scrivendo di sé ma certamente non per sé, racconta una storia
collettiva di vicende e argomenti che hanno segnato la vita sociale e
politica italiana e la memoria di intere famiglie, persone, donne e uomini
che trovano nel suo libro il ricordo di momenti importanti, scelte fatte o
subite, svolte nel percorso di vite influenzate da eventi che vanno oltre
la dimensione individuale: il referendum sulla scala mobile, la riforma
Dini del sistema pensionistico, l’attentato a Marco Biagi, Berlusconi e il
berlusconismo, i cambiamenti del mercato del lavoro, la digitalizzazione,
il lavoro precario, i cambiamenti nella FIAT dell’era Marchionne che, nelle
parole del segretario generale della CGIL, “furono Stefano Rodotà e
Gustavo Zagrebelsky, illustre giurista italiano, a comprendere prima di
altri nella loro portata. Nell’operazione iniziata a Torino non c’era solo
un problema sindacale ma si apriva un problema di libertà nel lavoro.
Quando alle persone si toglie soggettività e il diritto di potersi
realizzare nel lavoro, significa mettere in discussione la loro dignità ed
i valori ed i principi della Costituzione”.
E poi i giorni dell’oggi, della guerra, dove, continua Landini, “quello
che sta avvenendo è il caos più totale, in una dinamica dove prevale chi
ha più forza. I nostri padri, i nostri nonni, le nostre madri, le nostre
nonne che hanno fatto la resistenza sono state costrette a fare la guerra e
loro stessi hanno scritto nella Costituzione che noi dobbiamo ripudiare la
guerra. Ma proprio perché erano stati costretti a farla, si rendevano
conto come fosse fondamentale impedire il ritorno ad una situazione simile.
Oggi ci siamo dentro”.
E le pagine scorrono parlando di Jobs Act, dei giorni del Covid, Papa
Francesco e la guerra in Ucraina, in un ordinato ed enorme magazzino di
umanità, avvenimenti, rumori, suoni e anni così importanti dove ognuno
può facilmente ritrovare, metter ordine e dare un senso più ampio alla
“sua” storia personale. Che è sempre “Un’altra storia”.
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