(AGENPARL) - Roma, 7 Novembre 2026 - Il crescente potere delle grandi aziende tecnologiche sulla circolazione delle informazioni rappresenta una sfida per la libertà di stampa, la sovranità nazionale e la tutela delle identità culturali. È l’avvertimento lanciato da Burhanettin Duran, direttore delle Comunicazioni della Presidenza turca, durante il TRT World Forum 2026, organizzato a Istanbul.
Intervenendo sabato al panel intitolato “Chi comanda nell’era degli algoritmi? Aziende, Paesi, cittadini”, Duran ha denunciato il ruolo sempre più determinante delle piattaforme digitali nella selezione e nella distribuzione delle notizie, sottolineando che un numero ristretto di imprese tecnologiche esercita un’influenza crescente sull’informazione accessibile a miliardi di persone.
Secondo il responsabile turco, gli algoritmi utilizzati dai social network, dai motori di ricerca e dalle grandi piattaforme digitali stanno progressivamente sostituendo i tradizionali meccanismi editoriali, decidendo quali contenuti ottenere maggiore visibilità e quali rimanere ai margini del dibattito pubblico.
«Gli algoritmi non sono neutrali. Dietro di essi si celano scelte umane, al servizio di interessi commerciali e politici», ha dichiarato Duran, richiamando l’attenzione sulla necessità di una maggiore trasparenza.
Gli algoritmi diventano i nuovi intermediari dell’informazione
Nel suo intervento, Duran ha analizzato la trasformazione del sistema mediatico globale provocata dall’espansione delle piattaforme digitali e dall’intelligenza artificiale.
Per decenni, giornali, televisioni e agenzie di stampa hanno svolto un ruolo centrale nella selezione delle notizie, attraverso redazioni e professionisti responsabili delle scelte editoriali.
Oggi, invece, una parte crescente del pubblico accede all’informazione attraverso sistemi automatizzati che organizzano e raccomandano i contenuti sulla base di criteri tecnologici, commerciali e comportamentali.
Secondo Duran, questo cambiamento trasferisce una quota significativa del potere di selezione dell’informazione dalle redazioni giornalistiche alle società che controllano le piattaforme.
Gli algoritmi possono influenzare la diffusione dei contenuti attraverso sistemi di raccomandazione, classificazione delle notizie e personalizzazione dei risultati.
Il responsabile turco ha quindi sollevato interrogativi sulla capacità dei cittadini di comprendere i criteri che determinano ciò che vedono online e sulla possibilità di contestare decisioni considerate ingiuste.
I giganti tecnologici e il rischio di concentrazione del potere informativo
Uno dei temi centrali del discorso ha riguardato la concentrazione del potere nelle mani di poche grandi società tecnologiche.
Duran ha sostenuto che il controllo degli strumenti di distribuzione digitale può consentire alle piattaforme di influenzare indirettamente il dibattito pubblico, determinando quali argomenti ottengano maggiore attenzione.
Questa influenza può assumere particolare rilevanza durante crisi internazionali, campagne elettorali, conflitti armati e grandi mobilitazioni sociali.
La questione riguarda anche il rapporto tra aziende private e autorità pubbliche, soprattutto quando le decisioni delle piattaforme incidono sull’accesso alle informazioni e sulla libertà di espressione.
Secondo il direttore delle Comunicazioni turco, nessuna impresa dovrebbe esercitare un’influenza così ampia sulla vita pubblica senza adeguati meccanismi di responsabilità e controllo.
Le piattaforme, tuttavia, sostengono generalmente di utilizzare i sistemi algoritmici anche per rendere più pertinenti i contenuti, contrastare lo spam e limitare la diffusione di materiale dannoso. Il dibattito riguarda quindi come conciliare queste funzioni con trasparenza, pluralismo e tutela dei diritti.
Giornalismo sotto pressione: le piattaforme guadagnano, le redazioni faticano
Duran ha dedicato particolare attenzione anche alle difficoltà economiche dell’industria dell’informazione.
Secondo il responsabile turco, giornalisti e organizzazioni mediatiche investono risorse nella verifica delle notizie, nella raccolta delle testimonianze e nelle attività investigative, mentre una parte importante della distribuzione dei contenuti avviene attraverso piattaforme digitali esterne.
Questo sistema solleva interrogativi sulla distribuzione dei ricavi pubblicitari e sulla sostenibilità economica delle imprese editoriali.
«Il giornalismo non può sopravvivere solo grazie alla visibilità», ha affermato Duran, sottolineando che l’attività giornalistica richiede finanziamenti adeguati, indipendenza professionale e rigorosi principi etici.
La questione assume un’importanza crescente con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa, che può sintetizzare e rielaborare informazioni giornalistiche senza necessariamente indirizzare gli utenti verso le fonti originali.
Il rischio, secondo questa analisi, è che le redazioni sostengano i costi della produzione delle notizie senza ricevere benefici economici proporzionati alla loro diffusione.
Sovranità digitale, una priorità strategica per gli Stati
Un altro passaggio significativo dell’intervento ha riguardato il concetto di sovranità digitale, che Duran considera una priorità nazionale.
Secondo il dirigente turco, gli Stati devono disporre degli strumenti necessari per proteggere i propri dati, tutelare il patrimonio culturale e garantire che le diverse identità nazionali possano essere rappresentate nello spazio digitale.
Il tema non riguarda soltanto la sicurezza informatica, ma anche la capacità di preservare la memoria collettiva e di partecipare alla costruzione delle narrazioni internazionali.
Le giovani generazioni, ha osservato Duran, utilizzano sempre più frequentemente le piattaforme digitali per conoscere la storia, la cultura e gli avvenimenti politici dei propri Paesi.
Le modalità attraverso cui gli algoritmi selezionano i contenuti possono quindi influenzare il modo in cui gli utenti accedono al patrimonio storico e culturale.
Per la Turchia, la sovranità digitale rappresenta anche la possibilità di sviluppare capacità tecnologiche autonome e rafforzare la presenza internazionale dei propri mezzi di comunicazione.
Tre principi per un ambiente digitale più equo
Durante il TRT World Forum, Duran ha presentato tre principi che, a suo giudizio, dovrebbero guidare l’evoluzione dell’ecosistema informativo globale.
Il primo riguarda la responsabilità delle aziende tecnologiche, che dovrebbero rendere più comprensibili i criteri utilizzati dagli algoritmi e consentire agli utenti di contestare eventuali limitazioni dei contenuti.
Il secondo principio è l’equità nella distribuzione algoritmica, affinché persone, organizzazioni e mezzi di informazione possano accedere a opportunità di visibilità senza discriminazioni ingiustificate.
Il terzo riguarda il pluralismo, inteso come riconoscimento della diversità culturale, linguistica e politica delle società.
Secondo Duran, il mondo digitale non dovrebbe essere dominato da un numero ristretto di aziende o da una sola prospettiva culturale.
Il responsabile turco ha sostenuto che la pluralità delle fonti e delle opinioni rappresenta un elemento fondamentale per garantire un ambiente informativo aperto e inclusivo.
Gaza, critiche alle restrizioni dei contenuti sulle piattaforme digitali
Una parte importante del discorso è stata dedicata alla copertura giornalistica del conflitto nella Striscia di Gaza.
Duran ha criticato le limitazioni e le rimozioni di contenuti riguardanti la situazione palestinese sulle principali piattaforme digitali, sostenendo che queste decisioni possano ostacolare la diffusione di informazioni documentate.
Secondo il direttore delle Comunicazioni turco, la riduzione della visibilità di determinati reportage rischia di impedire al pubblico internazionale di conoscere eventi di grande rilevanza umanitaria.
Le sue dichiarazioni si inseriscono nel più ampio dibattito sulla moderazione dei contenuti relativi ai conflitti armati.
Le piattaforme digitali devono infatti gestire una grande quantità di materiale sensibile, cercando di distinguere tra documentazione giornalistica, propaganda, incitamento alla violenza e contenuti che violano le proprie regole.
La questione centrale rimane la trasparenza delle decisioni e la disponibilità di strumenti efficaci per contestare eventuali rimozioni ingiustificate.
Giornalisti uccisi e feriti nella Striscia di Gaza
Duran ha ricordato anche i rischi affrontati dai professionisti dell’informazione che lavorano nelle zone di guerra.
Durante il suo intervento ha citato il caso di Muntasar El-Sawaf, cameraman freelance dell’agenzia Anadolu, ucciso durante un attacco israeliano nella Striscia di Gaza.
Ha inoltre ricordato Sami Shahadeh, cameraman di TRT Arabic rimasto gravemente ferito mentre documentava gli eventi sul territorio palestinese.
Shahadeh ha perso la gamba destra in seguito alle ferite riportate durante un attacco.
Secondo Duran, questi episodi dimostrano il sacrificio dei giornalisti impegnati nella documentazione dei conflitti e l’importanza di garantire che il loro lavoro possa raggiungere il pubblico internazionale.
Il responsabile turco ha sottolineato che la protezione dei professionisti dell’informazione deve accompagnarsi alla tutela della diffusione dei reportage verificati.
Disinformazione e intelligenza artificiale: il ruolo della trasparenza
Il dibattito sugli algoritmi riguarda anche il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione, selezione e distribuzione delle informazioni.
I sistemi automatizzati possono contribuire a individuare contenuti falsi, organizzare grandi quantità di dati e migliorare l’accessibilità delle notizie.
Allo stesso tempo, possono amplificare informazioni inaccurate o favorire una distribuzione poco trasparente dei contenuti.
Secondo Duran, la mancanza di responsabilità nella gestione delle piattaforme rischia di rendere più difficile distinguere tra informazioni attendibili, contenuti manipolati e disinformazione.
Il dirigente ha sostenuto che le decisioni tecnologiche dovrebbero essere guidate da principi etici e sottoposte a un controllo umano adeguato.
La sfida riguarda anche il rafforzamento dell’alfabetizzazione digitale, affinché i cittadini possano valutare criticamente le informazioni che incontrano online.
TRT e Anadolu, il ruolo dei media pubblici turchi
Nel corso dell’intervento, Duran ha evidenziato il contributo delle organizzazioni giornalistiche turche alla diffusione internazionale delle informazioni.
In particolare, ha richiamato il ruolo della televisione pubblica TRT e dell’agenzia Anadolu, entrambe attive nella produzione di notizie destinate a un pubblico internazionale e multilingue.
Secondo il responsabile delle Comunicazioni, la presenza di fonti informative provenienti da regioni e contesti culturali differenti può contribuire a rendere più pluralistico il panorama mediatico mondiale.
Il rafforzamento dei media pubblici viene presentato dalle autorità turche come uno degli strumenti per promuovere una maggiore diversità delle narrazioni internazionali.
Allo stesso tempo, il tema dell’indipendenza editoriale riguarda tanto le piattaforme private quanto le organizzazioni finanziate o controllate dagli Stati.
La credibilità dell’informazione dipende infatti dalla qualità delle verifiche, dalla trasparenza e dalla capacità dei giornalisti di operare senza indebite interferenze politiche o commerciali.
TRT World Forum 2026, il futuro dell’informazione al centro del confronto
L’intervento di Burhanettin Duran si è svolto durante la decima edizione del TRT World Forum, organizzata a Istanbul il 6 e 7 novembre 2026.
La manifestazione ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti, accademici e professionisti dell’informazione per discutere le trasformazioni geopolitiche, economiche e tecnologiche del sistema internazionale.
Il tema generale dell’edizione è stato dedicato alla trasformazione degli equilibri mondiali e alla ricerca di nuove forme di leadership in un contesto caratterizzato da crescente frammentazione.
Tra gli argomenti affrontati figurano l’intelligenza artificiale, la sicurezza internazionale, le crisi energetiche, il diritto internazionale e il futuro della governance globale.
La discussione sul potere degli algoritmi si inserisce quindi in un confronto più ampio sulla distribuzione dell’influenza tra Stati, imprese tecnologiche e cittadini.
Il futuro dell’informazione tra potere tecnologico e controllo democratico
Le dichiarazioni del direttore delle Comunicazioni turco mettono in evidenza una delle principali questioni dell’era digitale: chi debba esercitare il controllo sui sistemi che organizzano e distribuiscono le informazioni.
La crescente influenza delle piattaforme rappresenta una sfida per i governi, le imprese editoriali e gli utenti, soprattutto quando le decisioni automatizzate incidono sulla visibilità delle notizie e sulla formazione dell’opinione pubblica.
Il dibattito riguarda anche la necessità di sviluppare regole capaci di garantire maggiore trasparenza senza compromettere la libertà di espressione e l’innovazione tecnologica.
Secondo Burhanettin Duran, il futuro del mondo digitale non deve essere lasciato esclusivamente nelle mani delle grandi aziende tecnologiche, ma deve rimanere guidato da responsabilità umana, pluralismo e principi etici.
La questione è destinata a mantenere un ruolo centrale nelle relazioni internazionali e nelle politiche di regolamentazione delle piattaforme, mentre l’intelligenza artificiale e gli algoritmi diventano sempre più determinanti nell’accesso alle informazioni.
