(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - Il numero dei militari statunitensi uccisi nelle operazioni in Medio Oriente è salito a sei. Lo ha riferito il United States Central Command (CENTCOM) in una dichiarazione pubblicata sul proprio account ufficiale su X.
“Alle 16:00 ET del 2 marzo (21:00 GMT) sei militari statunitensi sono stati uccisi in azione”, si legge nel comunicato. Il comando ha inoltre reso noto che le forze USA hanno recentemente recuperato i resti di due soldati precedentemente dispersi da una struttura colpita durante i primi attacchi iraniani nella regione. L’identità delle vittime sarà mantenuta riservata per 24 ore, in attesa della notifica ai familiari.
L’aggiornamento arriva nel contesto dell’operazione denominata Epic Fury, avviata dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato il 28 febbraio un’azione militare contro l’Iran, colpendo diverse città, tra cui Teheran. La Casa Bianca ha giustificato l’intervento citando presunte minacce missilistiche e nucleari da parte di Teheran.
In risposta, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato un’operazione di rappresaglia su larga scala, con lanci di missili e droni. Sirene d’allarme aereo sono risuonate anche nell’area di Tel Aviv. Secondo l’agenzia Mehr News Agency, sarebbero state prese di mira anche basi militari statunitensi in Bahrein, Giordania, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Durante un discorso pubblico, il presidente Donald Trump ha reso omaggio ai militari caduti, definendoli “veri patrioti americani” e riconoscendo che il bilancio potrebbe aggravarsi prima della conclusione dell’operazione. “Come nazione, siamo addolorati per i patrioti che hanno compiuto il sacrificio supremo”, ha dichiarato, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime e ai militari feriti.
Il CENTCOM ha precisato che le principali operazioni di combattimento sono ancora in corso, mentre la situazione nella regione resta estremamente tesa e in continua evoluzione.
