(AGENPARL) - Roma, 25 Febbraio 2026 - La Somalia sta vivendo un drammatico peggioramento della crisi alimentare, con livelli di fame acuta raddoppiati nell’ultimo anno. L’allarme è stato lanciato dal governo federale in coordinamento con le United Nations, a seguito della pubblicazione dell’ultimo rapporto della Classificazione Integrata della Sicurezza Alimentare (IPC).
Secondo il rapporto, tra aprile e giugno 2026 circa 4,4 milioni di persone potrebbero trovarsi in condizioni di insicurezza alimentare classificate come “Crisi” o peggiori (Fase IPC 3 e superiori). Già tra gennaio e marzo 2026, 3,6 milioni di persone stanno vivendo una situazione di crisi o peggiore.
Siccità, conflitti e inflazione tra le cause principali
Il rapido deterioramento è attribuito alla convergenza di fattori ambientali ed economici. Le piogge Deyr, registrate tra ottobre e dicembre 2025, sono state ritardate e distribuite in modo irregolare, causando gravi condizioni di siccità. Le conseguenze hanno colpito duramente le rese agricole e la produzione zootecnica, pilastri dell’economia locale.
A peggiorare la situazione contribuiscono inondazioni localizzate, conflitti persistenti in alcune regioni e un contesto di instabilità macroeconomica. L’elevata inflazione e la perdita di potere d’acquisto stanno limitando la capacità delle famiglie di soddisfare i bisogni alimentari di base.
Sfollati interni tra i più vulnerabili
Gli sfollati interni (IDP) rappresentano il gruppo più esposto. Nei principali centri urbani, tra cui Mogadishu, Baidoa, Dhusamareb, Galkayo e Kismayo, le popolazioni residenti negli insediamenti stanno affrontando livelli di fame classificati come Fase 4 dell’IPC, ossia emergenza. Il rapporto individua complessivamente 11 gruppi di popolazione in questa fase critica.
Emergenza nutrizionale per i bambini
La crisi alimentare sta generando una grave emergenza nutrizionale. Si prevede che nel corso dell’anno circa 1,6 milioni di bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta. Di questi, circa 396.000 casi saranno classificati come malnutrizione acuta grave, richiedendo cure mediche urgenti per evitare un aumento significativo della mortalità infantile.
Francois Batalingaya, coordinatore umanitario e residente delle United Nations in Somalia, ha sottolineato l’urgenza di mobilitare risorse finanziarie immediate per prevenire un ulteriore deterioramento della situazione.
Anche El-Khidir Daloum, rappresentante nazionale del World Food Programme (PAM), ha avvertito che senza un rapido potenziamento degli aiuti umanitari le conseguenze potrebbero essere catastrofiche. Il PAM ha annunciato un fabbisogno urgente di 218 milioni di dollari nei prossimi sei mesi per sostenere ed espandere le operazioni salvavita nel Paese.
La comunità internazionale è ora chiamata a intervenire con rapidità per evitare che la crisi alimentare in Somalia si trasformi in una catastrofe umanitaria su vasta scala.
