(AGENPARL) - Roma, 20 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 20 February 2026 Comune di Rimini
Ufficio Stampa
Rimini 20 febbraio 2026
comunicato stampa
Salute di prossimità: la Giunta approva il “Primo soccorso di comunità nei quartieri”. Avanza il percorso verso le Case di Comunità
Una città che si prende cura dei suoi cittadini, anche nei momenti più critici. Il Comune di Rimini rafforza la sua strategia di sanità territoriale con l’approvazione da parte della giunta del progetto “Primo soccorso di comunità nei quartieri”, un nuovo tassello della strategia di rafforzamento della cultura della prevenzione a Rimini.
Il progetto punta a costruire una vera e propria rete locale di primo intervento. L’obiettivo è ridurre i tempi di risposta nelle situazioni tempo-dipendenti – come si può verificare nei casi di arresti cardiaci, soffocamenti, traumi, emorragie – dove ogni minuto conta tantissimo.
Il progetto, della durata di 12 mesi e con un contributo comunale di 10.000 euro, prevede di mappare e rendere visibili almeno il 90% dei defibrillatori (DAE) presenti sul territorio, formare cittadini e volontari nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare, attivare una rete di “first responders di comunità” e coinvolgere i forum deliberativi di quartiere per garantire la più ampia partecipazione. Il tutto in raccordo con il Numero Unico Europeo 112, attivo nel distretto di Rimini dal 4 febbraio 2025, e in coerenza con le Linee Guida europee di rianimazione.
Il progetto sarà realizzato in co-progettazione con un Ente del Terzo Settore, da individuare tramite avviso pubblico, che dovrà portare risorse proprie – economiche e di volontariato – a integrazione del contributo dell’amministrazione.
Le Case della Comunità: il cantiere avanza
Il “Primo soccorso di comunità” si inserisce in una strategia più ampia che vede Rimini impegnata nel potenziamento dell’assistenza territoriale. Al centro di questo piano ci sono l’Ospedale di Comunità (Os.Co) e le tre Case della Comunità previste per il territorio comunale, una nuova rete territoriale la cui realizzazione sta procedendo. Sono infatti in fase sempre più avanzata i lavori di costruzione dell’Ospedale di Comunità di Rimini, intervento finanziato con fondi PNRR, la cui conclusione è prevista nel prossimo mese di luglio, con successiva attivazione ad agosto 2026 dei 20 posti letto previsti nella struttura (opera del valore superiore ai 7 milioni di euro). Sempre nel polo centrale di via Settembrini, accanto all’ospedale Infermi, è in fase di costruzione la nuova Casa della Comunità di Rimini, un edificio di 4.000 metri quadrati, con un investimento complessivo di 13 milioni di euro (finanziato con risorse ex articolo 20). I lavori strutturali al grezzo si concluderanno entro la fine del 2026, mentre per l’estate del 2027 si prevede il completamento del primo stralcio con servizi attivati. Il secondo stralcio verrà ultimato con finanziamenti ulteriori (già in fase di conferma ex art. 20) e destinato ad altri servizi territoriali, così da integrare le attività svolte nelle strutture che sorgeranno nell’area della salute adiacente all’ospedale potenziando i servizi per i bisogni dei cittadini.
Per Rimini Sud – Miramare, si stanno completando le verifiche tecniche con l’obiettivo di poterla attivare entro il 2026. Procede intanto anche l’iter per la realizzazione della Casa di Comunità di Rimini Nord (Viserba), in un partenariato pubblico-privato che coinvolge il Comune e l’Azienda USL della Romagna.
La dichiarazione dell’assessore Kristian Gianfreda
«Diffondere la cultura del primo soccorso significa abilitare la comunità ad agire, non ad aspettare – sottolinea l’assessore alle Politiche per la Salute Kristian Gianfreda –. Ogni cittadino formato è un potenziale salvatore di vite. Con questo progetto vogliamo costruire una Rimini più sicura e più solidale, dove la capacità di rispondere alle emergenze non dipenda solo dai professionisti della salute, ma dall’intera comunità. Con il progetto sul primo soccorso di comunità e con l’avanzamento delle Case della Comunità, Rimini sta costruendo una rete integrata che unisce prevenzione, prossimità e presa in carico multidisciplinare. Una trasformazione che mette al centro la persona e rafforza il legame tra istituzioni e comunità».
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