(AGENPARL) - Roma, 19 Febbraio 2026 - Il colosso svizzero dell’alimentare Nestlé valuta la cessione della propria attività nel settore dei gelati, nell’ambito di un ampio piano di trasformazione strategica globale volto a rafforzare efficienza e redditività.
La notizia emerge dai risultati del quarto trimestre pubblicati giovedì, che evidenziano un contesto complesso per il gruppo, alle prese con un calo delle vendite e un significativo ridimensionamento dei margini.
Focus sui core business
Il nuovo amministratore delegato, Philipp Navratil, in carica da settembre 2025, ha impostato fin da subito una rigorosa politica di contenimento dei costi. Secondo Navratil, le priorità strategiche di Nestlé restano il caffè, il pet food, la nutrizione e la salute, oltre al comparto cibo e snack.
In quest’ottica, l’azienda è in trattative avanzate per vendere le restanti attività del business gelati alla britannica Froneri, già partner industriale nel settore. L’operazione consentirebbe al gruppo svizzero di concentrarsi su segmenti considerati più strategici e a maggiore marginalità.
Maxi piano di tagli
Parallelamente, Nestlé ha annunciato un piano di riduzione della forza lavoro che prevede il licenziamento di 16.000 dipendenti nei prossimi due anni, pari a circa il 6% dei 280.000 addetti complessivi.
Secondo le stime aziendali, la ristrutturazione genererà risparmi per circa 1 miliardo di franchi svizzeri (1,3 miliardi di dollari) all’anno entro la fine del 2027. Il 20% di tali risparmi sarebbe già stato realizzato.
Conti sotto pressione
I dati finanziari del 2025 confermano la necessità di interventi strutturali. Le vendite annuali sono scese del 2% su base annua, fermandosi a 116 miliardi di dollari, al di sotto delle aspettative di mercato.
L’utile netto ha registrato una contrazione più marcata, pari al 17%, attestandosi a 11,6 miliardi di dollari. Le vendite organiche – che escludono l’effetto delle valute e delle acquisizioni – sono cresciute del 3,5%, un dato positivo ma comunque inferiore alle previsioni.
Una trasformazione profonda
Il piano di Navratil segna una svolta per il gruppo, storicamente sinonimo di diversificazione e presenza capillare in numerosi segmenti del largo consumo. La possibile uscita dal business dei gelati rappresenterebbe un ulteriore passo verso una struttura più snella e focalizzata.
La sfida ora sarà bilanciare efficienza operativa e crescita, in un contesto globale caratterizzato da pressioni inflazionistiche, volatilità dei consumi e crescente concorrenza nei mercati chiave. Per Nestlé, il 2026 sarà l’anno decisivo per dimostrare che la trasformazione strategica può tradursi in un rilancio sostenibile della redditività.
