(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Wed 18 February 2026 **Giani: “Una proposta di legge per governare l’innovazione prodotta
dall’IA”**
Nell’ultima seduta la giunta ha varato una pdl che punta ad aiutare
cittadini e lavoratori ad usare l’intelligenza artificale in modo
consapevole e responsabile. Lenzi: “La Toscana diventa un laboratorio
nazionale di innovazione democratica. Senza regole l’IA rischia di ampliare
le disuguaglianze”
/Scritto da Redazione, mercoledì 18 febbraio 2026/
Rafforzare diritti e offrire a cittadini e lavoratori conoscenze,
competenze e una rete di supporto per usare in modo attento e consapevole i
nuovi strumenti dell’intelligenza artificiale.
A questo mira la nuova proposta di legge regionale varata lunedì scorso
dalla giunta regionale e presentata questa mattina dal presidente Eugenio
Giani e dall’assessore all’innovazione digitale Alberto Lenzi a Palazzo
Strozzi Sacrati.
“Abbiamo elaborato un nuovo provvedimento con cui la Toscana, ponendosi
ancora una volta in prima fila a livello nazionale ed europeo, prosegue il
suo impegno per non lasciare sole le persone di fronte a rischi e
opportunità poste dall’IA”, spiega il presidente Giani. “Il nostro
obiettivo è governare l’innovazione prodotta dall’intelligenza artificiale
e contribuire a far sì che l’IA sia davvero inclusiva e centrata
sull’uomo”, aggiunge il presidente sottolineando che “la nuova legge
regionale si colloca nel quadro normativo in materia di intelligenza
artificiale fissato dall’AI Act, dalla Legge italiana 132/2025 e dalle
raccomandazioni Unesco” e ricordando i passi già compiuti dalla Regione
sulla strada di una cittadinanza digitale consapevole come “la legge
regionale sull’innovazione digitale del 2024, le linee guida per le PA
toscane sull’adozione dell’intelligenza artificiale, l’utilizzo concreto di
AI generativa in servizi digitali innovativi come me.toscana e Chiedilo a
me”.
“L’innovazione tecnologica non è mai neutra: senza regole rischia di
ampliare disuguaglianze e concentrare potere e con questa proposta di legge
la Toscana sceglie di mettere al centro le persone, i diritti e il
lavoro” ha affermato l’assessore Lenzi che ha aggiunto: “la Toscana
sceglie di non restare spettatrice della rivoluzione tecnologica in corso e
con questa proposta di legge diventa un laboratorio nazionale di
innovazione democratica, dove l’intelligenza artificiale non sostituisce le
persone ma le sostiene, non divide ma riduce le disuguaglianze, non
concentra potere ma lo rende più trasparente. L’IA può essere una
straordinaria opportunità solo se rimane uno strumento al servizio della
comunità. È questa la direzione che la Toscana intende indicare al
Paese”.
Cosa prevede la legge – Numerose le novità introdotte dalla proposta di
legge, che ora passa all’esame del Consiglio regionale.
Cinque i pilastri attorno ai quali è stata configurata: supporto ai
cittadini, tutela dei lavoratori, ricerca e competenza scientifica,
educazione digitale, valorizzazione del pensiero critico.
Viene sancito il diritto alla felicità digitale, inteso come diritto di
ogni persona ad un rapporto sano, equilibrato, consapevole e non alienante
con le tecnologie digitali e i sistemi di IA. Declinato nel rapporto con
l’intelligenza artificiale significa mantenere il controllo sulla propria
vita, continuando a usare le proprie abilità senza l’ausilio di sistemi IA
e a saper tutelare gli ambiti di disconnessione attraverso l’uso
equilibrato dei tempi e confini definiti tra online e offline. Sarà posta
particolare attenzione alla promozione alla valorizzazione delle competenze
“offline”, quali l’analisi, la sintesi e il pensiero critico, che
l’evoluzione dell’intelligenza artificiale rischia progressivamente di
delegare ai sistemi algoritmici.
Previsti due livelli di supporto alla cittadinanza.
Il primo è la rete dei PDF (Punti di Facilitazione Digitale) della Toscana
Diffusa, che sul piano del sostegno ai cittadini acquista una funzione
strategica. La rete si doterà di una nuova carta dei servizi e
rappresenterà il presidio territoriale per la promozione e diffusione
dell’uso di un’IA consapevole e responsabile, a partire dalle persone più
fragili.
Il secondo è il nuovo Osservatorio regionale sull’intelligenza
artificiale, di cui faranno parte esperti, rappresentanti del mondo della
ricerca, della sanità, del mondo del lavoro. Svolgerà un ruolo centrale
per rendere effettivo il diritto ad avere informazioni sugli effetti degli
algoritmi e ad avere un trattamento non discriminatorio, equo e trasparente
nell’utilizzo dell’IA. L’Osservatorio avrà il compito sia di monitorare –
anche tramite IRPET e l’Ufficio regionale di statistica – gli impatti e
l’avanzamento dell’IA in Toscana, sia di raccogliere dai cittadini
segnalazioni potenzialmente rilevanti per la tutela dei diritti che la
proposta di legge intende tutelare secondo quanto previsto dall’AI Act
europeo, della Legge 132/25 nazionale e della Legge regionale 57/24.
La proposta contiene disposizioni appositamente rivolte ai lavoratori:
attraverso l’Agenzia regionale per l’Impiego e la rete dei Cpi saranno
attivate azioni sempre più diffuse per illustrare le potenzialità di
ricollocazione lavorativa dell’IA, sia per chi è in cerca di un nuovo
lavoro sia per tutelare chi già lavora. Inoltre, attraverso iniziative che
vedranno coinvolti le organizzazioni sindacali – presenti nello stesso
Osservatorio regionale sull’IA in Toscana – saranno promosse azioni di
riqualificazione professionale per fornire competenze in materia di IA e
per contrastare i rischi di sostituzione delle persone con sistemi di
intelligenza artificiale.
Altra componente fondamentale della proposta di legge è il coinvolgimento
di Università e enti di ricerca toscani che, tramite un Centro di
Competenza regionale sull’IA (già previsto nella LR 57/24 sull’innovazione
digitale), potranno fornire supporto metodologico e scientifico e
rappresentare lo stato della ricerca scientifica su questa importante
tematica.
In ambito scolastico, si prevedono iniziative specifiche per affrontare le
nuove tematiche che coinvolgono giovani, adulti e l’intera collettività,
al fine di promuovere una maggiore consapevolezza in merito al
funzionamento e agli effetti degli algoritmi e di rafforzare la capacità
di riconoscere deepfake e contenuti generati artificialmente.
Allegati: Pdl per un uso responsabile e consapevole della IA – slide
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