(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - NEW YORK – Le Nazioni Unite si trovano di fronte a una crisi di liquidità senza precedenti. Il 1° luglio, Chandramuli Ramanathan, Assistente Segretario Generale per la pianificazione del programma, la finanza e il bilancio, ha lanciato un avvertimento che scuote i corridoi della diplomazia internazionale: le risorse finanziarie dell’organizzazione rischiano di esaurirsi entro la fine di agosto o al massimo settembre di quest’anno.
“Non avremo più soldi dopo agosto o settembre. Le risorse si esauriranno”, ha dichiarato Ramanathan durante un briefing, la cui registrazione è stata resa pubblica sul sito ufficiale della televisione dell’ONU.
Una crisi strutturale: i debiti delle superpotenze
La situazione non è frutto di un’emergenza improvvisa, ma l’apice di un dissesto finanziario che covava da mesi. Già il Wall Street Journal, lo scorso 29 maggio, aveva delineato il quadro di una potenziale bancarotta, puntando il dito contro le crescenti inadempienze dei due maggiori contributori mondiali: Stati Uniti e Cina.
- Il peso del debito statunitense: Washington, storicamente il principale sostenitore dell’ONU, ha accumulato un debito che ha superato i 4 miliardi di dollari.
- La posizione di Pechino: La Cina, pur avendo versato quasi 850 milioni di dollari, presenta ancora un arretrato di 455 milioni di dollari.
L’incubo dell’austerità
L’organizzazione ha ammesso che, in assenza di nuovi contributi dagli Stati membri, si vedrà costretta a chiudere l’anno in una condizione di pesante deficit di bilancio. Questo scenario obbligherebbe l’ONU a operare in modalità “austerità”, tagliando drasticamente le attività non essenziali e limitando la capacità operativa globale.
Il rischio concreto non è solo amministrativo, ma geopolitico: un’ONU in bancarotta vedrebbe paralizzata la sua capacità di gestire missioni di peacekeeping, aiuti umanitari e mediazioni in aree di crisi, riducendo drasticamente l’efficacia dell’agenda diplomatica globale proprio in un momento di forte tensione internazionale.
Le prossime settimane saranno decisive: la tenuta delle Nazioni Unite dipende ora interamente dalla volontà politica delle grandi potenze di saldare i propri arretrati prima che la soglia critica di fine estate venga raggiunta.
