(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2026 - La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, starebbe valutando l’ipotesi di lasciare l’incarico prima della scadenza naturale del suo mandato, prevista per ottobre del prossimo anno. L’indiscrezione, riportata dal Financial Times e attribuita a una fonte “a conoscenza del suo pensiero”, suggerisce che la decisione potrebbe influenzare gli equilibri politici europei in una fase delicata per la Francia e l’Unione.
Lagarde, ex ministra delle Finanze francese ed ex direttrice del Fondo Monetario Internazionale, guida la BCE dal 2019. Secondo il quotidiano britannico, un’uscita anticipata consentirebbe all’attuale presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz di incidere sulla scelta del successore prima delle presidenziali francesi del 2027, alle quali Macron non potrà ricandidarsi per limiti di mandato.
Un portavoce della BCE ha tuttavia smentito l’esistenza di decisioni in merito: “La presidente Lagarde è totalmente concentrata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione sulla fine del suo mandato”.
Il nodo politico in Francia
Le indiscrezioni si inseriscono in un contesto politico francese in evoluzione. I sondaggi indicano una crescita del Rassemblement National, con Marine Le Pen e Jordan Bardella tra i candidati più forti in vista del 2027.
Il controllo della BCE è considerato strategico anche per l’impatto sulle politiche fiscali degli Stati membri. Bardella ha in passato evocato la possibilità che la banca centrale acquisti debito francese per alleggerire la pressione sui conti pubblici. La Francia, infatti, presenta un rapporto debito/PIL superiore al 100%, cresciuto significativamente negli anni della pandemia.
Secondo POLITICO, Parigi starebbe lavorando per consolidare alcune nomine chiave – inclusi incarichi diplomatici – prima delle presidenziali, così da garantire continuità nelle principali istituzioni.
Il ruolo europeo di Lagarde
Lagarde è arrivata alla guida della BCE nel 2019, in un pacchetto di nomine europee che ha visto anche Ursula von der Leyen assumere la presidenza della Commissione europea, durante la fase finale della cancelliera Angela Merkel.
Durante il suo mandato, la BCE ha affrontato crisi straordinarie: pandemia, inflazione record e rialzi dei tassi d’interesse. Lagarde ha sostenuto politiche monetarie espansive nella fase pandemica e successivamente una stretta per contrastare l’inflazione.
Sul piano politico, è stata una voce critica della Brexit già ai tempi della sua guida al FMI, intervenendo nel dibattito pubblico prima del referendum britannico del 2016. Nel 2016 è stata inoltre dichiarata colpevole di negligenza in Francia per il suo ruolo nel caso Tapie, senza però incorrere in sanzioni penali, elemento che non ha impedito la prosecuzione della sua carriera internazionale.
Scenari aperti
Se le dimissioni anticipate dovessero concretizzarsi, si aprirebbe una complessa trattativa tra governi dell’Eurozona per la scelta del successore, con implicazioni non solo economiche ma anche politiche. In caso contrario, la decisione slitterebbe a dopo le elezioni francesi, lasciando maggiore influenza al futuro inquilino dell’Eliseo.
Al momento, tuttavia, non vi sono conferme ufficiali: la presidenza Lagarde alla BCE resta formalmente in carica fino alla scadenza prevista.
