(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Sat 14 February 2026 *CICLONE HARRY, MARCO CAUSARANO (PICCOLA INDUSTRIA CONFINDUSTRIA CATANIA):
“RISTORI LIMITATI, LE PMI CHIEDONO INTERVENTI PIÙ EQUI E INCLUSIVI”*
Catania, 14 febbraio 2026 – “Gli aiuti previsti dalla Regione Siciliana per
le imprese colpite dal ciclone Harry rischiano di lasciare fuori una parte
significativa del tessuto produttivo”. È quanto dichiara il presidente
della Piccola Industria di Confindustria Catania, Marco Causarano, in
riferimento all’Avviso pubblicato il 3 febbraio ai sensi dell’art. 1, comma
4, della L.r. 3/2026 e alle successive modifiche del 10 febbraio. “Limitare
i ristori alle sole aziende collocate nel perimetro costiero – afferma
Causarano – significa adottare una visione riduttiva dell’impatto
dell’emergenza. Non c’è dubbio che vadano sostenute le attività spazzate
via dal ciclone, come nel caso dei lidi balneari, ma l’intero sistema delle
PMI siciliane sta subendo conseguenze dirette e indirette senza
precedenti”.
Molte piccole e medie imprese, in particolare nei comparti turistico, delle
bevande e dell’agroalimentare, stanno pagando un prezzo elevato a causa del
blocco di ordini e prenotazioni. A queste si aggiungono le aziende che
hanno subito danni diretti, come allagamenti o altri fenomeni
meteorologici, ma che risultano escluse dagli aiuti perché non ubicate
sulla costa.
Perplessità emergono anche sulla struttura degli interventi economici.
“Prevedere finanziamenti per il 60% a tasso zero e per il 40% a fondo
perduto – osserva il presidente – appare poco incisivo di fronte a imprese
che, in alcuni casi, devono riavviare completamente l’attività”.
Accanto al danno, le piccole imprese stanno vivendo anche una vera e
propria beffa assicurativa. Nonostante l’obbligo introdotto dalla Legge di
Bilancio 2024 in materia di coperture contro le calamità naturali, migliaia
di attività rischiano di non ricevere alcun risarcimento per i danni
provocati dal ciclone Harry. La normativa, infatti, prevede coperture
limitate a specifiche tipologie di eventi – come sismi, alluvioni, frane,
inondazioni ed esondazioni – ma non include le mareggiate, responsabili di
gran parte delle devastazioni lungo la fascia costiera.
“Si crea così un paradosso – sottolinea Causarano –: imprese formalmente
assicurate, ma di fatto prive di tutela rispetto ai danni effettivamente
subiti”.
A rendere ancora più critico il quadro contribuiscono le condizioni
contrattuali di molte polizze, che prevedono scoperti fino al 15% e
l’esclusione totale dei cosiddetti “danni indiretti”, tra cui la business
interruption. Le imprese si trovano quindi a sostenere non solo una parte
dei danni materiali, ma anche l’intera perdita di fatturato legata alla
sospensione dell’attività.
“Chiediamo alle istituzioni – conclude il presidente – di rivedere
l’architettura normativa alla base dell’obbligo assicurativo, ampliando le
coperture ad altre tipologie di calamità, e di adottare misure realmente
inclusive. È necessario mettere in campo ogni sforzo per creare una rete di
protezione a tutela di un patrimonio imprenditoriale che rischiamo di
perdere”.
*CONFINDUSTRIA CATANIA*
Patrizia Mazzamuto
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