(AGENPARL) - Roma, 3 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 03 February 2026 “10.2 GIORNO DEL RICORDO”
Magazzino del Sale, Cervia
Espongono: Onorio Bravi, Vittorio D’Augusta, Giovanni Fabbri, Guerrino Siroli
A cura di Vittorio D’Augusta
7 – 22 febbraio 2026
Inaugurazione 7.2 h.17
presentazione del catalogo 21.2 h.17
Una mostra d’arte, dal titolo “10.2 GIORNO DEL RICORDO”, aggiunge una suggestione di sensibilità visiva alla ricorrenza che, appunto il 10 febbraio, commemora le vittime delle Foibe e dei Conflitti di confine.
Le frontiere sono zone di equilibrio precario: la cultura e il pensiero democratico valorizzano le differenze ed esaltano la loro attitudine allo scambio, che è motore di civiltà; i nazionalismi, al contrario, le inaspriscono, provocando tensioni, distruzioni, guerre. Questo criterio va tenuto presente nell’interpretare la storia di quei luoghi. Le violenze reciproche, le vendette, l’odio, le atrocità delle Foibe, il dramma dell’Esodo sono conseguenza dei nazionalismi e della guerra.
“Il tema del Confine Orientale è rimasto ai margini nella coscienza collettiva nazionale: la perdita di quelle terre, e i drammi, non hanno appassionato gli Italiani. Sono passati ottant’anni, ma quel racconto a stento trova le parole. Per afferrare il senso della storia, per assimilarne la lezione, occorre ricercare con passione, ma con neutralità, liberi dalle ideologie, e soprattutto lontani dalle strumentalizzazioni. L’enfasi retorica non aiuta. La verità richiede parole ponderate, per comprendere, per impedire che quella storia che ci è franata addosso, si ripeta nel futuro. L’arte visiva non spiega e non dà risposte, non ‘serve’, non è ‘al servizio’. Ma non è inutile. Può dare testimonianza di noi e del nostro tempo. Comunica per altre vie: evoca, rende visibili i grumi nascosti, ciò che è difficile ‘dire’. Ricerca una sua verità, che tende a coincidere con l’idea di bellezza”. Così scrive nel catalogo il curatore della mostra, Vittorio D’Augusta, artista riminese nato a Fiume.
I testi di storia spiegano con sapienza, nomi, date, vicende, ragioni politiche. È necessario conoscerli. Ma per comunicare il pathos, l’umanità messa alla prova – per commuovere – occorrono le parole dei poeti e dei grandi narratori. E forse la fantasia visionaria dei pittori.
Questo tipo di comunicazione, appunto, propongono i quattro artisti impegnati in questa mostra: Onorio Bravi, Vittorio D’Augusta, Giovanni Fabbri, Guerrino Siroli. Con opere di pittura e installazioni ambientali intendono lasciare tracce emozionali, aprire qualche spiraglio di riflessione sulle tragedie del “Confine Orientale”. Ed anche allargare quel tema ad una condanna della Guerra, tornata paurosamente attuale. I richiami simbolici alle Foibe, senza mai essere descrittivi o retorici, si dilatano dunque in una più vasta esplorazione sul tema della morte e della violenza, che le guerre, tutte le guerre, si portano dietro.
Gli artisti espositori
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